Flussi conversazionali

Flussi Conversazionali: rivoluziona la Comunicazione e l’Engagement Cliente

Nell’era digitale, la comunicazione tra aziende e clienti ha subito una trasformazione radicale. I flussi conversazionali emergono come pilastri fondamentali di questa evoluzione, offrendo un dialogo interattivo e personalizzato che va oltre i tradizionali metodi di interazione. Questa tecnologia non solo ha il potere di migliorare significativamente l’esperienza utente, ma apre anche nuove strade per l’acquisizione e la fidelizzazione dei clienti.

Attraverso l’implementazione di strategie basate su flussi conversazionali, le aziende sono in grado di costruire una comunicazione più umana ed efficiente, ponendo le basi per relazioni durature e di valore. Questo articolo esplora l’essenza dei flussi conversazionali, il loro impatto sulla comunicazione aziendale moderna e come possono essere sfruttati per rivoluzionare l’engagement e l’interazione con i clienti.

Che cosa sono?

I flussi conversazionali rappresentano l’ossatura delle moderne interfacce di comunicazione, permettendo uno scambio dinamico e bidirezionale di informazioni tra aziende e clienti. Questi flussi si avvalgono di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale (AI), il machine learning e i chatbot per offrire un’esperienza utente fluida e intuitiva, adattandosi alle esigenze e alle preferenze degli utenti in tempo reale. A differenza della comunicazione unidirezionale, tipica dei canali tradizionali, i flussi conversazionali facilitano un dialogo interattivo, permettendo alle aziende di comprendere meglio i loro clienti e di rispondere in modo più efficace alle loro richieste.

La differenza fondamentale rispetto ai metodi tradizionali di comunicazione digitale risiede nella capacità dei flussi conversazionali di creare una connessione più personale e coinvolgente. Questo non solo migliora la soddisfazione del cliente ma apre anche nuove possibilità per la personalizzazione dei servizi, rendendo ogni interazione unica e su misura.

L’importanza

Nel contesto competitivo odierno, offrire un’esperienza utente eccezionale è fondamentale per distinguersi. I flussi conversazionali svolgono un ruolo cruciale in questo ambito, elevando il livello di interazione cliente-azienda a standard senza precedenti. Vediamo in dettaglio l’importanza di questi flussi nella moderna comunicazione digitale:

Impatto sui rapporti con i clienti

L’implementazione dei flussi conversazionali permette di instaurare una comunicazione più diretta e personale con i clienti. Questo approccio “umano” migliora significativamente la percezione del brand, aumentando la fiducia e la lealtà dei consumatori. Un dialogo costante e tempestivo aiuta a risolvere dubbi e problemi, contribuendo a un’esperienza utente positiva e memorabile.

Benefici in termini di raccolta dati e personalizzazione

I flussi conversazionali raccolgono preziose informazioni durante ogni interazione. Questi dati, analizzati attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, permettono di personalizzare l’offerta, prevedendo le esigenze dei clienti e offrendo soluzioni proattive. La personalizzazione non è più un “extra”, ma un aspetto atteso dall’esperienza di acquisto o di servizio.

Ruolo nella semplificazione dei processi di assistenza clienti

La semplificazione e l’automazione dell’assistenza clienti rappresentano altri vantaggi chiave. I flussi conversazionali consentono di gestire simultaneamente multiple richieste di informazioni o assistenza, riducendo i tempi di attesa e aumentando l’efficienza operativa. Questo non solo ottimizza le risorse aziendali ma assicura anche che il cliente riceva risposte rapide e pertinenti.

Applicazioni Pratiche

I flussi conversazionali trovano applicazione in una vasta gamma di settori, rivoluzionando il modo in cui le aziende interagiscono con i clienti. Di seguito, alcuni esempi significativi:

E-commerce

Nel settore dell’e-commerce, i flussi conversazionali sono utilizzati per guidare i clienti attraverso il processo di acquisto, offrendo raccomandazioni personalizzate e assistenza immediata. Questo non solo migliora l’esperienza di shopping ma può anche aumentare il valore medio degli ordini attraverso suggerimenti mirati.

Servizi Finanziari

Le banche e le istituzioni finanziarie implementano i flussi conversazionali per fornire assistenza clienti 24/7, gestire transazioni semplici e rispondere a domande frequenti. Questo approccio permette ai clienti di accedere facilmente alle informazioni di cui hanno bisogno, migliorando la soddisfazione e la fidelizzazione.

Assistenza Sanitaria

Nel settore sanitario, i flussi conversazionali possono facilitare la prenotazione di appuntamenti, fornire promemoria per la terapia farmacologica e offrire supporto per domande generali sulla salute. Questi sistemi aiutano a ridurre il carico di lavoro del personale medico, migliorando al contempo l’accesso alle cure per i pazienti.

Istruzione

Le istituzioni educative utilizzano i flussi conversazionali per supportare studenti e docenti, fornendo risposte immediate a domande amministrative, accademiche o logistiche. Questa tecnologia può anche personalizzare l’apprendimento, adattando i contenuti alle esigenze individuali degli studenti.

Case Study di Successo

Un esempio emblematico dell’efficacia dei flussi conversazionali si trova nell’esperienza di un noto brand di e-commerce che ha implementato un chatbot per assistere i clienti durante la navigazione del sito. Questa soluzione ha portato a un aumento del 30% nelle conversioni e a una riduzione significativa dei ritorni, grazie a raccomandazioni personalizzate e supporto tempestivo.

Come Implementare i Flussi Conversazionali

L’adozione di flussi conversazionali richiede una strategia ben pianificata per garantire che l’integrazione migliorino effettivamente l’esperienza del cliente e portino valore all’azienda. Ecco alcuni passi chiave per un’implementazione efficace:

Definire gli Obiettivi

Prima di tutto, è fondamentale stabilire gli obiettivi specifici che si desidera raggiungere attraverso i flussi conversazionali. Questo potrebbe includere l’aumento delle vendite, il miglioramento della soddisfazione del cliente o la riduzione dei tempi di risposta dell’assistenza clienti.

Scegliere la Tecnologia Adatta

Sul mercato esistono diverse piattaforme e strumenti che offrono soluzioni per flussi conversazionali, ognuna con caratteristiche e funzionalità specifiche. È cruciale selezionare la tecnologia che meglio si adatta alle esigenze dell’azienda e alle preferenze dei clienti.

Progettazione e Personalizzazione

I flussi conversazionali devono essere progettati per riflettere il tono e lo stile del brand, offrendo al contempo un’esperienza utente fluida e intuitiva. La personalizzazione gioca un ruolo chiave nell’aumentare l’efficacia della comunicazione.

Integrazione nei Canali Esistenti

Per massimizzare la portata e l’efficacia, i flussi conversazionali dovrebbero essere integrati nei vari canali di comunicazione dell’azienda, come il sito web, le app mobili e i social media.

Test e Ottimizzazione

Prima del lancio ufficiale, è essenziale testare i flussi conversazionali con un gruppo di utenti per identificare eventuali problemi o aree di miglioramento. L’ottimizzazione continua, basata sui feedback degli utenti e sui dati raccolti, garantirà che i flussi conversazionali rimangano efficaci nel tempo.

Formazione del Personale

Sebbene molti aspetti dei flussi conversazionali siano automatizzati, il personale dovrebbe essere formato per gestire interazioni complesse o sensibili che richiedono un intervento umano.

Vantaggi dei Flussi Conversazionali per le Aziende

L’adozione dei flussi conversazionali offre numerosi vantaggi alle aziende, consentendo loro di distinguersi nel mercato e di costruire relazioni più forti con i clienti. Ecco alcuni dei principali benefici:

Miglioramento dell’Engagement Cliente

I flussi conversazionali rendono le interazioni più immediate e personali, aumentando l’engagement dei clienti. Questa maggiore coinvolgimento si traduce in una maggiore fedeltà e in un aumento delle possibilità di conversione.

Aumento delle Conversioni e del ROI

Attraverso una comunicazione mirata e personalizzata, i flussi conversazionali possono guidare i clienti lungo il percorso d’acquisto più efficacemente, aumentando il tasso di conversione e, di conseguenza, il ritorno sull’investimento (ROI).

Riduzione dei Costi di Assistenza

L’automazione di parte del servizio clienti mediante i flussi conversazionali può significativamente ridurre i costi operativi. Rispondere rapidamente a domande frequenti o gestire richieste standard senza l’intervento umano consente di allocare le risorse in modo più efficiente.

Raccolta di Dati Preziosi

Ogni interazione attraverso i flussi conversazionali fornisce dati utili sul comportamento e sulle preferenze dei clienti. Queste informazioni possono essere utilizzate per affinare ulteriormente la strategia di marketing e per personalizzare l’offerta.

Miglioramento dell’Esperienza Utente

I flussi conversazionali consentono di offrire un supporto tempestivo e 24/7, migliorando significativamente l’esperienza complessiva dell’utente. La capacità di risolvere problemi in tempo reale o di fornire informazioni pertinenti quando necessario è fondamentale per mantenere i clienti soddisfatti.

Conclusioni e Prospettive Future

L’adozione dei flussi conversazionali rappresenta un’evoluzione significativa nella comunicazione digitale, offrendo alle aziende nuove modalità per interagire con i clienti in modo più efficace, personale e coinvolgente. Abbiamo esplorato come questi sistemi migliorino l’engagement e l’esperienza utente, forniscano dati preziosi per le strategie di personalizzazione, e consentano una gestione più efficiente del servizio clienti. La loro applicabilità attraverso vari settori evidenzia l’universalità e la flessibilità di questa tecnologia.

Verso un Futuro Sempre più Conversazionale

Guardando al futuro, ci aspettiamo che i flussi conversazionali diventino ancora più sofisticati, con l’avanzamento dell’intelligenza artificiale e del machine learning. La personalizzazione delle esperienze utente raggiungerà nuovi livelli di precisione, rendendo ogni interazione ancora più rilevante e significativa per i clienti.

Inoltre, l’integrazione dei flussi conversazionali con altre tecnologie emergenti, come la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR), potrebbe aprire scenari inesplorati per l’engagement del cliente, offrendo esperienze immersive e interattive che vanno oltre il testo e il dialogo.

Sfide e Opportunità

Nonostante le prospettive promettenti, le aziende dovranno affrontare sfide legate alla privacy dei dati, alla sicurezza delle informazioni e all’etica nell’uso dell’intelligenza artificiale. La trasparenza con i clienti e l’adozione di politiche di gestione dei dati responsabili saranno cruciali per costruire fiducia e assicurare il successo a lungo termine.

Conclusione

I flussi conversazionali stanno ridefinendo le aspettative dei clienti e le strategie aziendali nel mondo digitale. Le aziende che sapranno integrare queste tecnologie in modo etico ed efficace saranno meglio posizionate per prosperare in un mercato sempre più competitivo e orientato all’esperienza utente. Le possibilità sono vaste e il futuro dei flussi conversazionali è luminoso, con infinite opportunità di innovazione e di crescita.

Errore 500 - Internal Server Error 500

Internal Server Error – Errore 500

Gli errori HTTP 500, comunemente noti come “Internal Server Error” (Errore interno del server), rappresentano un segnale di difficoltà sul lato del server web. Questi inconvenienti possono originare da diverse cause, richiedendo un intervento tecnico mirato per la risoluzione.

Cosa compare nel browser per indicare l’errore

I messaggi di errore 500 possono presentarsi come segue:

  • “500 Internal Server Error”
  • “Error 500 Internal Server Error”
  • “HTTP Error 500”
  • “Il server ha riscontrato un errore interno e non ha potuto completare la richiesta.”.

Da cosa può essere dato l’Errore 500?

Vediamo insieme alcuni dei motivi più comuni associati agli errori 500:

Problemi nel codice dello script

Un errore nella scrittura del codice del tuo sito, come errori di sintassi o problemi logici, può provocare un errore 500. Assicurarsi che il codice sia corretto e privo di bug è cruciale per evitare tali inconvenienti.

Problemi di permessi

File o directory potrebbero non avere i permessi adeguati per essere letti o eseguiti dal server. Una verifica e correzione dei permessi di file e cartelle è essenziale per prevenire questo genere di errori.

Problemi di configurazione del server

Configurazioni scorrette nel file di configurazione del server (come httpd.conf per Apache) possono portare a errori 500. Garantire la correttezza della configurazione del server è fondamentale.

Elevato carico del server

Un’elevata quantità di richieste o un carico del server eccessivo possono scatenare errori 500. Monitorare le risorse del server e ottimizzare la configurazione sono passi essenziali per gestire efficacemente il carico.

L’alto utilizzo del server si verifica quando la quantità di risorse del server, come la CPU, la memoria RAM o la larghezza di banda, è intensamente sfruttata. Questo può accadere per diverse ragioni e può influire sulle prestazioni complessive del sito web o dell’applicazione.

Ecco alcune situazioni comuni in cui si verifica un elevato utilizzo del server:

  1. Picchi di traffico: Un improvviso aumento del numero di visitatori o richieste al server può sovraccaricare le risorse disponibili, causando un aumento dell’utilizzo del server.
  2. Attacchi DDoS: Gli attacchi distribuiti del servizio (DDoS) mirano a sovraccaricare il server con un gran numero di richieste, rendendolo temporaneamente inaccessibile.
  3. Script o processi inefficienti: Codice inefficace o processi che richiedono troppe risorse possono causare un aumento dell’utilizzo del server. Questo può includere script lenti, loop infiniti o query di database non ottimizzate.
  4. Scarso caching: La mancanza di una corretta implementazione del caching può portare a molte richieste al server per le stesse risorse, aumentando così l’utilizzo delle risorse.
  5. Problemi di configurazione: Configurazioni errate del server o delle applicazioni possono portare a un uso inefficiente delle risorse, contribuendo a un elevato carico del server.
  6. Aggiornamenti o attività di manutenzione: Durante gli aggiornamenti del sito web, l’installazione di nuove funzionalità o le attività di manutenzione possono temporaneamente aumentare l’utilizzo del server.
  7. Attività programmate intensiva: Task pianificati, come backup o processi di elaborazione intensivi, possono influire sull’utilizzo del server durante la loro esecuzione.

Problemi con plugin o estensioni

Se si utilizza un sistema di gestione dei contenuti (CMS) o un’applicazione web con plugin o estensioni, uno di essi potrebbe causare conflitti o funzionare in modo non corretto. È consigliato verificare sempre la fonte da dove è stato prelevato il plugin o l’estensione.

Come è possibile risolvere un Errore 500

La risoluzione di un Errore 500 (“Internal Server Error”) può variare a seconda della causa specifica dell’errore. Di seguito sono riportati alcuni passaggi generali che puoi seguire per cercare di risolvere un Errore 500:

Controlla i log del server

Esamina i log del server per identificare dettagli specifici sull’errore. I log spesso forniscono informazioni utili sulla causa dell’Errore 500.

Esamina il codice

Se stai sviluppando un’applicazione web, verifica il codice per errori di sintassi, logica o runtime. Utilizza strumenti di debug per individuare e risolvere problemi nel codice.

Controlla i permessi dei file

Assicurati che i file e le directory abbiano i permessi corretti per essere letti ed eseguiti dal server. Imposta i permessi appropriati per evitare problemi di autorizzazione.

Ripristina da un backup

Se l’Errore 500 è comparso dopo una modifica significativa al sito o all’applicazione, considera di ripristinare da un backup precedente.

Verifica la configurazione del server

Controlla il file di configurazione del server (ad esempio, httpd.conf per Apache) per eventuali errori o configurazioni non corrette.

Monitora le risorse del server

Controlla l’utilizzo delle risorse del server (CPU, RAM, larghezza di banda) per identificare eventuali sovraccarichi. Ottimizza la configurazione per gestire il carico.

Disabilita plugin o estensioni

Se stai utilizzando un sistema di gestione dei contenuti (CMS) o un’applicazione web con plugin o estensioni, disabilita uno alla volta per identificare se uno di essi è la causa dell’errore.

Contatta il supporto tecnico

Se stai utilizzando un servizio di hosting, contatta il supporto tecnico per assistenza. Possono fornire informazioni specifiche sul server e sulla configurazione.

Verifica la versione di PHP

Verifica che la versione di PHP sia compatibile con l’applicazione. Alcune applicazioni richiedono versioni specifiche di PHP.

Ricarica la pagina

A volte, l’Errore 500 può essere temporaneo. Prova a ricaricare la pagina per vedere se l’errore persiste.

Risolvere gli errori 500 (Internal Server Error) può essere un processo complesso e dipende dalla situazione specifica. Nel caso in cui non ci si senta sicuri di affrontare il problema autonomamente, consultare un professionista dello sviluppo web o il supporto tecnico del provider di hosting può essere la scelta migliore.

Archivio - DataBase - MyISAM - InnoDB

Differenze tra MyISAM e InnoDB

Uno dei primi passaggi nell’ottimizzazione di portali di una “certa età”, realizzati con WordPress, è andare a verificare il corretto funzionamento del DataBase.

Infatti, molti siti utilizzano ancora il motore di archiviazione MyISAM nel loro database invece del più performante InnoDB. Ma cosa comporta utilizzare un storage engine rispetto ad un altro? Vediamo insieme in questo breve articolo.

MyISAM e InnoDB cosa sono

MyISAM e InnoDB sono due motori per il salvataggio di dati per MySQL (un relational database management system – RDBMS).

MyISAM: le caratteristiche

MyISAM è stato lo storage engine predefinito in MySQL dalla sua introduzione (versione 3.23) fino alla versione 5.5.

MyISAM utilizza la struttura ISAM e deriva da un tipo più vecchio, oggi non più utilizzato, che si chiamava appunto ISAM.

È estremamente veloce e richiede poche risorse sia in termini di memoria RAM che in termini di spazio su disco. Il suo limite principale rispetto ad alcuni altri SE (Storage Engine) consiste nel mancato supporto delle transazioni.

Le tabelle di tipo MyISAM si compongono di 3 file con estensioni .frm, .MYD e .MIY. Il primo file contiene la struttura della tabella, il secondo i dati e il terzo gli indici.

Per trasferire una tabella da una macchina ad un’altra è sufficiente spostare questi 3 file.

InnoDB: le caratteristiche

InnoDB è uno storage engine molto più completo rispetto ad MyISAM. Tra le caratteristiche principali vi sono le foreign key e la transazionalità, con le quali è possibile creare una base di dati relazionale e transazionale.

Per trasferire questo tipo di tabelle da un server ad un altro non è sufficiente spostarne i file e questo rende più complicate le procedure di backup.

Differenze tra InnoDB e MyISAM

Vediamo in cosa si differenzia questi due motori per il salvataggio dei dati, InnoDB e MyISAM ovviamente:

  • per riparare una tabella dopo un crash del sistema, InnoDB riesegue le ultime istruzioni registrate nei log. MyISAM deve invece eseguire una scansione completa della tabella per poi ripararla, ed eventualmente ricostruire gli indici. Di conseguenza, il tempo impiegato da InnoDB per la riparazione non aumenta con il crescere dei dati contenuti nella tabella, mentre il tempo impiegato da MyISAM è proporzionale alle dimensioni della tabella.
  • InnoDB ha una sua propria gestione della cache. Le pagine di dati modificate non vengono inviate immediatamente al sistema e questo, in alcuni casi, può rendere la modifica dei dati molto più rapida con InnoDB.
  • MyISAM generalmente immagazzina i record di una tabella nell’ordine in cui sono stati creati, mentre InnoDB li immagazzina nell’ordine seguito dalla chiave primaria. Quando viene utilizzata la chiave per la lettura di una riga, l’operazione avviene più rapidamente.
  • InnoDB comprime i record molto meno rispetto a MyISAM. Questo significa che la memoria e lo spazio su disco richiesti da InnoDB sono maggiori, nonostante nella versione 5 di MySQL lo spazio su disco richiesto sia diminuito del 20%.

Ne risulta quindi che è molto più affidabile rispetto a MyISAM.

Stai utilizzando MyISAM o InnoDB?

Se stai usando una versione di WordPress abbastanza nuova, è probabile che stai già adoperando il motore di archiviazione MySQL di InnoDB.

Se il tuo sito ha un po’ di anni potresti avere tabelle MyISAM e InnoDB miste e abbinate. In questo caso potresti vedere dei miglioramenti convertendole tutte.

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VPS - Virtual Private Server

Che cos’è un VPS – Virtual Private Server

Chiunque abbia a che fare con i siti web a livello professionale sa che per poter andare online e continuare a far funzionare il portale ha bisogno di utilizzare dello spazio e delle risorse di un server.

Esistono differenti soluzioni per essere on-line, diverse tipologie di server e di servizi di hosting e oggi parleremo di VPS. Ma cosa vuol dire questa sigla?

Cos’è un VPS

VPS è l’acronimo di Virtual Private Server ed è una tipologia di hosting che prevede che un server fisico venga suddiviso virtualmente (tramite un hypervisor) in più “ambienti privati”. Ognuno di questi ambienti è quindi dedicato interamente ad un singolo utente/azienda, che può utilizzarne a pieno le risorse messe a disposizione per quell’ambiente (RAM, CPU e spazio di archiviazione).

Si tratta di un hosting adatto a chi ha esigenze particolari – tipiche di un server dedicato – ma non vuole rinunciare alla convenienza di una soluzione condivisa.

A cosa serve

Il compito di un Virtual Private Server è di ospitare tutto quello che è necessario per un progetto web ma potendo gestire il tutto come se si avesse a disposizione un server dedicato.

Si ha quindi la possibilità di configurare il tutto come meglio si crede per poter sfruttare a pieno le risorse messe a disposizione. Si ha un ambiente separato, un proprio indirizzo IP, e risorse in termini di RAM, CPU e storage.

Come funziona

In un hosting condiviso un server ospita al suo interno i file di più portali web appartenenti ad utenze differenti. Quindi le risorse del server e la larghezza di banda vengono segmentate tra tutti i portali che utilizzano quel server.

Si tratta di una delle soluzioni di hosting più economiche, ma che di contro fornisce un controllo sulle impostazioni del server molto basso e risorse di per se molto limitate.

Utilizzando invece un VPS i costi sono molto più elevati ma si ha anche un livello di performance unico. Possiamo quasi dire che un VPS è una via di mezzo tra un hosting condiviso e un vero e proprio server dedicato. In un Virtual Private Server un apposito software riesce a virtualizzare ciò che serve mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie senza perdere le qualità tipiche di un server fisico.

A chi conviene

L’utilizzo di un VPS è preferibile quando il progetto web necessita risorse e una struttura personalizzata che un hosting condiviso difficilmente riesce a dare. Si tratta di una soluzione ottimale per imprese di medie dimensioni, per siti di e-commerce, per chi deve ospitare più siti, per chi vuole gestire applicazioni che utilizzano un livello elevato di risorse (ad es. CRM, applicazioni aziendali o finanziarie), e per chi vuole configurare e controllare autonomamente un proprio server.

Vantaggi

Un VPS è una soluzione che fornisce maggiore potenza, personalizzazione e controllo rispetto ad un hosting condiviso con un costo inferiore rispetto ad un server dedicato.
In più a livello di sicurezza a differenza di un hosting condiviso dove è possibile che un errore di configurazione o un attacco malware finiscano per danneggiare anche gli altri siti presenti sul server, nel caso del VPS questo pericolo non si presenta poiché ogni VPS ha un proprio sistema operativo indipendente.

Altro elemento che non va sottovalutato e la scalabilità. Ovvero, quando ci si rende conto che è necessario avere più risorse è sempre possibile chiedere un upgrade al proprio hosting.

Svantaggi

A differenza di un hosting condiviso, dove il lavoro di amministrazione di sistema viene svolto dai tecnici del hosting, un VPS richiede delle buone competenze informatiche per essere gestito. È indicato quindi sviluppatori e amministratori di sistema che hanno esperienza nella gestione di un server.

È anche possibile trovare soluzione VPS che mettono a disposizione tecnici qualificati per la gestione ma, ovviamente, i costi risulteranno essere più alti di un VPS autogestito.

Come scegliere un Virtual Private Server

Quali sono gli aspetti da prendere in considerazione nella scelta di un VPS? Vediamo brevemente, senza entrare nei dettagli tecnici, quali sono:

Assistenza clienti

Potrà sembrare stano ma forse è il punto più importante, l’efficacia dell’assistenza clienti non va trascurata in nessun caso. Avere un hosting provider che garantisce interventi tempestivi in caso di problemi H24 – 365/365 (ovvero tutto l’anno a qualsiasi ora del giorno) è importante. Anche se solitamente un VPS è affidabile, stabile e sicuro, non significa che non ci possano essere malfunzionamenti, rallentamenti o cadute del sito.
Bisogna sempre accertarsi che il piano hosting VPS che si acquista comprenda anche un rapido ed efficace servizio di assistenza ai clienti.

Ambiente Linux o Windows

Entrambi i OS (Operating System – Sistema operativo) sono caratterizzati da facilità d’uso, velocità e stabilità. Windows, come è facile intuire, garantisce la perfetta integrazione con soluzioni Microsoft; Linux, oltre alle proprie distribuzioni, offre tante applicazioni, software e CMS gratuiti (WordPress, Prestashop, Drupal, etc).

Windows è perfetto per chi vuole utilizzare linguaggi di programmazione quali Asp, Asp.net o PHP. Linux, invece, viene utilizzato soprattutto per creare siti dinamici, con linguaggio PHP.

Gestione IT del server inclusa

Solitamente i provider offrono la gestione, più o meno avanzata, di molti aspetti di un VPS. Se si hanno abbastanza conosSe dunque hai le capacità di gestire da te il server virtuale privato, avrai la possibilità di personalizzarlo come desideri, scalando le funzioni, le risorse e installando le applicazioni più adatte al sito. Se invece vuoi essere “accompagnato” nella gestione del server, puoi scegliere di farti aiutare dall’hosting provider nel controllo dello stesso, scegliendo un pacchetto VPS preconfigurato.

Ridondanza e scalabilità

In informatica, la ridondanza è la capacità di un sistema di duplicare le funzionalità in modo da garantire continuità di servizio. Scegliere un piano hosting VPS che offra ridondanza ti permette di ridurre l’eventualità di malfunzionamenti, rallentamenti o, ipotesi peggiore, che il sito vada offline.

Come già precedentemente detto alcuni piani hosting VPS, inoltre, consentono di scalare il servizio a seconda dei bisogni. Ciò è molto utile perchè è possibile aggiungere funzionalità e applicazioni solo quando effettivamente servono.

Cloud o convenzionale

Diversi web hosting provider propongono soluzioni VPS basate sul cloud, ovvero ospitati in infrastrutture cloud invece che su server fisico. Il cloud hosting si basa su un cluster di server virtuali: ciò significa avere meno problemi, più continuità di servizio, meno rischi di downtime, non essendo il database del sito su una singola macchina ma su un cluster di server che “virtualizzano” i dati.

Prezzo

Come più volte detto un VPS rappresenta una soluzione più economica rispetto ad un server dedicato pur offrendo funzionalità simili. Vi sono diverse aziende che offrono hosting VPS, con diverse peculiarità. Consigliamo sempre di leggere tutte le caratteristiche del piano hosting VPS e di ricordare che non sempre quello più economico risulta essere la scelta migliore.

Design Theme - Temi child

Temi child, impariamo a conoscerli e a usarli

Chi ha un sito internet sa che prima o poi dovrà mettere mano al layout grafico per adattarlo al meglio alle proprie esigenze. Applicare le modifiche direttamente al tema principale potrebbe far si che al successivo aggiornamento di quest’ultimo tutte le migliori e personalizzazioni fatte vadano perse. Allora come si può ovviare al problema?

La risposta è molto semplice, basta usare i temi child – temi figlio – i  ereditano tutte le funzionalità e lo stile del tema principale senza il rischio che vadano persi in un successivo aggiornamento.

In questo articolo parleremo dei child theme della piattaforma WordPress, elencando i pericoli delle modifiche direttamente ai temi, dei vantaggi che un tema child porta e di come è possibile crearli.

I pericoli nel modificare direttamente un tema

A meno che non abbiamo realizzato da noi l’interno tema può capitare di rendersi con che il tema acquistato non rispecchia a pieno le nostre aspettative e quindi è necessario mettervi mano per migliorarlo/adattarlo alle nostre esigenze. Modificare un tema WordPress può essere un’esperienza snervante, un semplice modifica può avere effetti a cascata la cui soluzione non è detto che sia sempre facile.

Inoltre, eventuali modifiche apportate al tema principale andranno perse man mano che vengono rilasciati gli aggiornamenti da parte degli sviluppatori del tema. L’idea di rimanere con il tema modificato tralasciando eventuali nuovi aggiornamenti comporta il possibile aumento della vulnerabilità di sicurezza dell’intero portale.

Ecco perchè i temi child sono la soluzione: possiamo apportare delle modifiche indipendentemente dal tema principale.

I vantaggi dell’utilizzo dei temi child

I vantaggi nell’uso dei child theme è facilmente intuibile da quanto scritto sopra. In primis, il loro utilizzo consente di personalizzare direttamente il sito internet senza preoccuparsi del template usato; consentono di estendere le funzionalità del sito e consentono di accedere in modo più semplice alle modifiche apportate.

Gli svantaggi dell’utilizzo dei temi child

Per poter realizzare un tema child con tutte le nostre personalizzazioni bisogna conosce a pieno le varie funzioni e hook del tema principale. Per fare ciò bisogna dedicare molto tempo a capire i vari meccanismi e a leggere l’eventuale documentazione del tema genitore.

Cercare di apporre delle modifiche senza aver prima capito il funzionamento del tema parent può, anche in questo caso, generare errori a cascata.

Creare un tema child

Prima di iniziare a dire come creare un tema child è bene ricordare che prima di qualsiasi modifica è necessario, più che altro per una sicurezza maggiore, effettuare una copia di backup dell’intero portale. La sicurezza, come sempre, non è mai troppa.

Di cosa abbbiamo bisogno per creare un child theme

Per poter iniziare a creare il nostro tema figlio abbiamo semplicemente bisogno di un client FTP e di un editor di testo. Consigliamo, per la loro facilità d’uso e perchè sono gratuiti, FileZilla come client FTP e Notepad++ come editor di testo.
Ovviamente sono necessari i dati di configurazione per il nostro client FTP, dati che sono stati di certo fornite all’atto dell’acquisto del hosting.

Iniziamo

Creare una directory all’interno della directory dei temi (wp-content/themes) che conterrà il tema child. Il nome della directory non deve contenere alcuno spazio ed è una pratica comune usare il nome del tema genitore aggiungendo alla fine “-child”.

Quindi, se ad esempio, si sta creando un tema child per il tema twentythirteen, il nome della cartella sarà “twentythirteen-child”.

All’interno di questa cartella creiamo un file denomitato style.css. Questo file è l’unico richiesto per la creazione del nostro thema child.

All’interno di questo file dobbiamo inserire il seguente testo


/*
Theme Name: Twenty Thirteen Child
Theme URI: http://example.com/
Description: Tema Child per il tema Twenty Thirteen
Author: Qui il vostro nome
Author URI: http://example.com/about/
Template: twentythirteen
Version: 0.1.0
*/

Ciascuna di queste righe può essere cambiata secondo le necessità del nostro tema.Solo due righe sono obbligatorie: Theme Name e Template.

Theme Name e Template

Theme Name è ovviamente il nome che vogliamo dare al nostro tema child; possiamo scrivere il nome che più desideriamo. Il Template, invece, è il nome della directory del tema genitore.
Nel nostro esempio il tema genitore è TwentyThirteen quindi la voce Template è twentythirteen, che è il nome della directory dove risiede il tema TwentyThirteen.

Il foglio di stile del tema child sovrascriverà il foglio stile del tema genitore. È probabile però che si voglia includere il foglio di stile principale in modo da sfruttarlo al meglio.

Ci sono due metodi per fare ciò: l’uso della funzione @import nel foglio di stile del tema child o una piccola modifica al file functions.php.

È sempre consigliato sfruttare la funzione wp_enqueue_style() nel file functions.php.

Cos’è functions.php

Prima di procedere indicando la modifica da fare al file functions.php è bene spiegare che cos’è questo file.

Il file functions.php è un file di WordPress che racchiude al suo interno delle funzioni specifiche in uso dal tema che si utilizza.

Ogni tema ha il suo file function.php e se si cambia tema si andranno ad utilizzare funzioni diverse. In genere in questo file si inseriscono funzioni personalizzate, per modificare il comportamento del tema in uso.

I riferimenti al file function.php si possono trovare sul sito ufficiale di WordPress.

La modifica al nostro functions.php

Andiamo ora a creare questo file nella cartella principale del vostro tema child. Una volta creato inseriamo il seguente codice al suo interno:

<? php
add_action( 'wp_enqueue_scripts', 'enqueue_parent_theme_style' );
function enqueue_parent_theme_style() {
wp_enqueue_style( 'parent-style', get_template_directory_uri().'/style.css' );
}

Conclusione

Prima di concludere questo articolo, per chi non ama mettere mano al codice, diciamo che sono disponibili numerosi plug-in di WordPress che consentono di generare temi child in automatico. Siamo sempre dell’avviso però che troppi automatismi fanno male e che bisogno consocere almeno le basi per evitare spiacevoli problemi.

Dopo aver letto questo articolo si è capita l’importanza di un tema child WordPress e si sa come realizzarne uno senza troppa fatica. Un tema child è molto utile per fare esperienza e testare funzionalità e opzioni su di un portale oltre che a risparmiare tempo e lavoro al momento degli aggiornamenti del template.