Social Media - Portale Web

Perché i social media non possono sostituire un sito web: vantaggi e rischi

Nel panorama digitale attuale, i social media giocano un ruolo cruciale nella strategia di comunicazione online delle aziende. Tuttavia, basare l’intera strategia di marketing solo sui social media è un errore che può costare caro nel lungo termine.

Un sito web rimane un elemento imprescindibile per una presenza online solida e professionale. In questo articolo esploreremo le ragioni per cui i social media dovrebbero essere considerati un complemento e non un sostituto di un sito web, con esempi concreti e un’analisi approfondita dei rischi di una strategia esclusivamente social.

I vantaggi dei social media

I social offrono numerosi vantaggi per le aziende. Permettono di raggiungere un vasto pubblico in modo rapido ed efficace.Piattaforme come Facebook, Instagram e X, il vecchio Twitter per intenderci, facilitano la comunicazione diretta con i clienti, promuovendo un’interazione immediata e un engagement elevato.

Questo può tradursi in una maggiore visibilità e in una relazione più stretta con il proprio pubblico. Inoltre, la creazione di account e la pubblicazione di contenuti sono generalmente gratuite, rendendo i social media uno strumento accessibile anche per le piccole imprese.

Le piattaforme social offrono anche strumenti avanzati per la pubblicità targetizzata, permettendo di raggiungere segmenti di pubblico specifici con campagne mirate ed efficaci.

L’importanza di un sito web

Nonostante i numerosi vantaggi, le varie piattaforme social non possono sostituire un sito web per diversi motivi fondamentali. Prima di tutto, il controllo e la proprietà dei contenuti. Con un sito web, le aziende possiedono e controllano completamente il contenuto pubblicato.Al contrario, sui social media, i contenuti sono soggetti alle politiche e ai cambiamenti delle piattaforme.

Un esempio concreto è il cambiamento dell’algoritmo di Facebook, che può ridurre drasticamente la visibilità dei post aziendali senza preavviso. Questa dipendenza dalle piattaforme social rappresenta un rischio significativo.

In termini di credibilità e professionalità, un sito ben progettato conferisce un’immagine di solidità e affidabilità. Funziona come un biglietto da visita digitale, dando un’impressione di serietà e competenza che un profilo social, sebbene utile, non può eguagliare.

Un portale web è il luogo ideale per raccontare la storia dell’azienda, mostrare testimonianze di clienti soddisfatti e presentare in dettaglio prodotti e servizi.

Visibilità limitata ai soli iscritti

Un aspetto spesso trascurato è che la visibilità sui social media è limitata ai soli iscritti delle varie piattaforme. Questo significa che i contenuti pubblicati su Facebook, Instagram o X sono visibili solo agli utenti che hanno un account su queste piattaforme.

Di conseguenza, si rischia di escludere una parte del pubblico che potrebbe non essere iscritta o attiva sui social media. Al contrario, un sito web è accessibile a chiunque abbia una connessione internet, senza bisogno di registrarsi o effettuare il login.

SEO e visibilità sui motori di ricerca

Un altro aspetto cruciale è la visibilità sui motori di ricerca. Un sito web ottimizzato può posizionarsi bene sui motori di ricerca, attirando traffico organico di alta qualità.

Ad esempio, un blog aziendale può attrarre visitatori interessati attraverso articoli informativi e di valore, migliorando al contempo il posizionamento SEO dell’intero sito.

Al contrario, sebbene i profili social appaiano nei risultati di ricerca, non offrono la stessa profondità e varietà di contenuti di un sito web. I contenuti di un sito web sono permanenti e facilmente accessibili, mentre i post sui social media hanno una durata di visibilità molto breve.

Funzionalità avanzate e personalizzazione

Un sito web offre possibilità di personalizzazione completa e l’integrazione di funzionalità avanzate come e-commerce, aree riservate per i clienti, strumenti di analisi e molto altro.

Ad esempio, una piattaforma e-commerce integrata nel sito permette una gestione più efficiente e personalizzata delle vendite rispetto a una vetrina su Facebook o Instagram.

La possibilità di integrare strumenti di analisi avanzati permette di monitorare il comportamento degli utenti e ottimizzare costantemente il sito per migliorare l’esperienza del cliente e aumentare le conversioni.

I rischi di una strategia esclusivamente social

Affidarsi esclusivamente ai social per la propria strategia di marketing comporta diversi rischi. La dipendenza dalle piattaforme è uno dei principali. Le piattaforme social possono cambiare algoritmi e politiche in qualsiasi momento, influenzando la visibilità e l’efficacia delle campagne. Inoltre, un account social può essere sospeso o chiuso per varie ragioni, causando una perdita immediata del canale di comunicazione.

La visibilità sui social è sempre più limitata a causa della saturazione del mercato. Con milioni di aziende che competono per l’attenzione degli utenti, ottenere visibilità organica significativa è sempre più difficile. Questo porta molte aziende a dover investire continuamente in pubblicità a pagamento, con costi pubblicitari in costante aumento. Le campagne pubblicitarie sui social media possono diventare meno accessibili per le piccole imprese, limitando il loro potenziale di crescita.

Infine, i contenuti sui social media sono effimeri. Mentre i contenuti di un sito web rimangono accessibili e trovabili nel tempo, i post sui social media hanno una durata di visibilità molto breve. Questo limita la capacità di attrarre visitatori nel lungo termine e di costruire una presenza online duratura.

Integrare i social con il sito web

È importante sottolineare che i social media devono essere utilizzati in modo strategico per indirizzare il traffico verso il sito web aziendale. Ogni comunicazione fatta sulle piattaforme social dovrebbe puntare al sito internet in modo da non perdere traccia del brand e garantire una presenza online coerente e continua.

Ad esempio, i post su Facebook e Instagram possono includere link a pagine specifiche del sito web, come articoli del blog, landing page di prodotti o pagine di contatto. Questo non solo aumenta il traffico al sito, ma assicura anche che i visitatori abbiano accesso a informazioni complete e approfondite che solo un portale web può offrire.

Conclusione

I social media sono strumenti potenti e indispensabili in una strategia di comunicazione online, ma devono essere utilizzati come complemento a un sito web aziendale e non come sostituto. Un sito web offre controllo, credibilità, ottimizzazione SEO, personalizzazione e funzionalità avanzate che i social media non possono eguagliare. Affidarsi esclusivamente ai social espone l’azienda a rischi significativi e limita il potenziale di crescita a lungo termine.

Investire in un portale professionale e utilizzare i social media in modo strategico garantisce una presenza online robusta, diversificata e resiliente. Un sito web ben strutturato funge da hub centrale per tutte le attività online, offrendo un punto di riferimento stabile e affidabile per i clienti.

Al tempo stesso, i social media possono essere utilizzati per amplificare la portata dei contenuti del sito, promuovere l’interazione e attirare nuovi visitatori. Solo attraverso una combinazione equilibrata di sito web e social media, le aziende possono massimizzare il loro potenziale online e costruire una strategia di marketing digitale vincente.

Hater - come difendersi

Come affrontare e difendersi dagli Hater online: guida pratica

In un’era dominata dalla comunicazione digitale, gli “hater” sono diventati una presenza inevitabile nei social media e oltre. Questa guida offre un’analisi approfondita su chi sono gli hater, traccia la loro storia e propone strategie efficaci su come difendersi dai loro attacchi, mantenendo la propria integrità online.

Chi sono gli Hater?

Gli hater, o detrattori online, sono individui che pubblicano commenti ostili e attacchi personali, spesso nascondendosi dietro l’anonimato. Questi soggetti possono gravemente influenzare la percezione pubblica e avere un impatto negativo sulla salute mentale delle loro vittime.

Le caratteristiche principali

Le caratteristiche principali degli hater online possono essere identificate attraverso alcuni comportamenti tipici che questi soggetti tendono a manifestare nel corso delle loro interazioni sui social media e su altre piattaforme digitali. Approfondiamo questi aspetti per comprendere meglio come operano.

Anonimato

Gli hater spesso scelgono di operare sotto pseudonimi o attraverso profili anonimi. Questa tattica è deliberatamente utilizzata per evitare di essere riconosciuti e per sfuggire a possibili conseguenze legali o sociali dei loro atti. L’anonimato fornisce una sorta di scudo, permettendo loro di esprimere opinioni e commenti ostili senza esporsi direttamente alle ripercussioni che potrebbero seguire se fossero identificabili.

Questo rende anche più complesso per le vittime e per le piattaforme stesse prendere provvedimenti diretti, poiché la vera identità dell’aggressore rimane nascosta.

Persistenza

Una delle caratteristiche più dannose degli hater è la loro persistenza. Non si limitano a un singolo commento negativo; piuttosto, tendono a lanciare attacchi ripetuti e mirati che possono estendersi per settimane, mesi o addirittura anni. Questo comportamento ossessivo è spesso diretto verso obiettivi specifici, che possono essere individui, organizzazioni o persino intere categorie di persone.

La persistenza degli attacchi contribuisce a creare un ambiente online tossico e può avere effetti devastanti sul benessere emotivo e psicologico delle vittime.

Negatività

La negatività è il marchio di fabbrica degli hater. I loro messaggi sono spesso saturi di contenuti negativi, disegnati specificamente per danneggiare, umiliare o demoralizzare le loro vittime. Questi attacchi possono variare da critiche personali e insulti a false accuse e diffamazioni. L’intento è chiaro: infliggere dolore emotivo, discreditare l’obiettivo agli occhi della comunità online e, in alcuni casi, silenziare le voci opposte.

La continua esposizione a tali messaggi negativi può minare l’autostima della vittima, alimentare l’ansia e deteriore la qualità della vita.

Riconoscere queste caratteristiche negli hater aiuta a comprendere la gravità del fenomeno e l’importanza di adottare misure preventive e difensive efficaci. Conoscendo i metodi e le motivazioni degli hater, individui e organizzazioni possono sviluppare strategie più mirate per proteggersi e contrastare l’ambiente nocivo che questi soggetti cercano di perpetuare.

Storia degli Hater

Gli hater non sono un fenomeno del tutto moderno; la loro presenza era già nota nei primi giorni di Internet. Nei forum e nelle chat room degli anni ’90, questi individui spesso turbavano le discussioni, nascondendosi dietro l’anonimato offerto dalle prime piattaforme online. Allora, gli attacchi erano più limitati, confinati all’interno di comunità relativamente piccole e meno visibili al grande pubblico.

Con l’avvento dei social media, il panorama degli hater ha subito una trasformazione drastica. Piattaforme come X (precedentemente conosciuto come Twitter), Facebook e Instagram non solo hanno espanso la loro portata ma hanno anche offerto nuovi strumenti per amplificare gli attacchi. Questi ambienti digitali, caratterizzati da un flusso costante di interazioni e dalla possibilità di condividere contenuti viralmente, hanno permesso agli hater di raggiungere e influenzare un pubblico molto più ampio.

Di conseguenza, i danni d’immagine che possono infliggere oggi sono significativamente maggiori rispetto al passato, potendo estendersi rapidamente a livello globale.

Nei social media, un singolo post negativo o un commento diffamatorio può rapidamente diffondersi, raggiungendo migliaia, se non milioni, di utenti in poche ore.

Questo aumento della visibilità ha reso gli attacchi degli hater non solo più dannosi ma anche più difficili da gestire, poiché la velocità e la portata della diffusione rendono la contrazione a tali attacchi una sfida considerevole.

Come difendersi dai loro attacchi

Ignorare gli attacchi

Contrariamente all’istinto comune, ignorare gli attacchi degli hater può essere una delle strategie più efficaci. Gli hater spesso cercano di provocare reazioni per aumentare la propria visibilità e continuare a diffondere negatività.

Rispondendo, si offre loro una piattaforma e si alimenta il ciclo dell’attenzione che desiderano. Ignorarli priva questi individui dell’ossigeno mediatico che cercano, rendendo i loro sforzi infruttuosi e scoraggiandoli dal continuare.

Utilizzare gli strumenti di moderazione dei Social Media

I social media sono armati di vari strumenti progettati per salvaguardare l’integrità delle interazioni online. Funzioni come il blocco degli utenti, la segnalazione di contenuti inappropriati e la moderazione dei commenti sono essenziali per mantenere il controllo degli ambienti digitali. Impiegare queste funzionalità permette agli utenti di ridurre l’esposizione agli attacchi e minimizzare l’impatto emotivo degli stessi.

Questo non solo aiuta a mantenere l’ambiente online più pulito, ma anche a segnalare alle piattaforme i comportamenti abusivi che possono richiedere interventi più diretti.

Coltivare un ambiente positivo

La prevenzione è spesso il miglior rimedio. Creare e mantenere un ambiente online basato sul rispetto reciproco e sulla positività può agire come un deterrente naturale contro gli hater. Un clima positivo incoraggia comportamenti costruttivi e scoraggia quelli distruttivi.

Comunità online ben gestite, con regole chiare e un’attiva partecipazione degli amministratori, tendono a subire meno attacchi di natura ostile perché gli utenti sono meno inclini a violare norme sociali ben stabilite.

Consultazione Legale

Quando gli attacchi trascendono la semplice critica e diventano minacce, molestie o diffamazione, l’intervento legale può diventare necessario. Consultare un avvocato specializzato in diritto digitale o in diritto della privacy può fornire le linee guida su come procedere legalmente.

Inoltre, procedere per vie legali in modo discreto può evitare ulteriori provocazioni pubbliche e fornire una risposta forte ma controllata agli attacchi più gravi.

Supporto Psicologico

L’impatto emotivo degli attacchi online non deve essere sottovalutato. Consultare un professionista della salute mentale può aiutare le vittime degli hater a gestire lo stress e l’ansia risultanti. Questo supporto è cruciale non solo per mantenere il benessere personale, ma anche per sviluppare strategie efficaci di resilienza emotiva che permettono di affrontare meglio le sfide future in ambiente digitale.

Avere una strategia per mantenere la calma e la lucidità può essere decisivo per non cadere nelle trappole degli hater e per continuare a navigare l’ambiente online in modo produttivo e sicuro.

Implementando queste strategie, individui e organizzazioni possono non solo difendersi dagli attacchi degli hater, ma anche contribuire a creare un ambiente online più sano e rispettoso per tutti.

Alcuni esempi pratici

Nell’affrontare gli hater online, è essenziale comprendere non solo le strategie teoriche, ma anche vedere come queste possono essere applicate nella vita reale. Di seguito, vi presento una serie di esempi pratici che illustrano diverse situazioni in cui individui e organizzazioni hanno efficacemente gestito gli attacchi online.

Questi casi dimostrano come, attraverso l’utilizzo intelligente di strumenti di moderazione, supporto legale, e una cultura positiva, sia possibile minimizzare l’impatto degli hater e mantenere un ambiente online sano e rispettoso.

Caso 1 – “Influencer”

Maria, un’influencer con un seguito significativo, inizia a ricevere commenti negativi da un hater che critica il suo aspetto e la sua credibilità.

Invece di rispondere pubblicamente, Maria decide di utilizzare gli strumenti di moderazione per nascondere i commenti e segnalarli. Inoltre, incoraggia la sua community a concentrarsi su messaggi positivi, rafforzando un ambiente di supporto reciproco.

Caso 2 – “Piccola Impresa”

Un ristorante locale riceve ripetute recensioni negative da parte di un utente che non risulta mai essere stato un cliente.

Il proprietario del ristorante consulta un legale per capire le opzioni legali contro la diffamazione e inizia a utilizzare risposte standardizzate per mitigare l’impatto di tali recensioni, dimostrando al pubblico la propria attenzione verso il feedback costruttivo e la qualità del servizio.

Caso 3 – “Giovane Artista”

Luca, un giovane artista emergente, si trova frequentemente bersagliato da commenti negativi su Instagram riguardanti il suo stile artistico.

Decide di non rispondere direttamente agli hater ma piuttosto di promuovere attivamente il dialogo costruttivo e l’apprezzamento per la diversità artistica nella sua community. Inoltre, implementa un filtro per le parole chiave offensive per ridurre la visibilità di commenti inappropriati.

Caso 4 – “Un Autore”

Elisa, autrice di un blog popolare, affronta critiche costanti da parte di un gruppo di hater che mettono in dubbio la validità delle sue opinioni.

Per contrastare questo fenomeno, Elisa inizia a collaborare con altri blogger per creare contenuti che enfatizzino l’importanza del rispetto e dell’etica online, aumentando la consapevolezza sui danni che gli hater possono causare.

Riflessioni finali

Gli hater sono una realtà del nostro mondo digitale, ma non devono definire l’esperienza online. Adottando le strategie discusse, sia a livello personale sia comunitario, è possibile limitare la loro influenza e promuovere un ambiente digitale più positivo e rispettoso.

L’azione collettiva e individuale, supportata da strumenti legali e psicologici, rappresenta la nostra migliore difesa contro la negatività pervasiva portata dagli hater. La consapevolezza e la resilienza sono fondamentali per proteggersi e proteggere gli altri dall’ostilità online.

Implementare una strategia olistica di gestione degli hater può aiutare a mantenere la propria salute mentale e quella della propria community, garantendo che il mondo digitale rimanga uno spazio di espressione libera e rispettosa per tutti.

Ghosting - Impariamo a conoscerlo e a gestirlo

Ghosting sui social: navigare tra silenzi digitali

Nell’oceano digitale in cui navighiamo ogni giorno, il ghosting è diventato l’iceberg invisibile che molti di noi hanno incontrato almeno una volta. Se ti sei mai trovato a riflettere su perché quel messaggio non ha ricevuto risposta o perché qualcuno ha cessato all’improvviso ogni comunicazione online senza un apparente motivo, sei incappato nel fenomeno del ghosting.

Questo articolo esplora le acque talvolta turbolente del ghosting sui social media, cercando di offrire non solo una bussola per orientarsi ma anche un salvagente per chi si sente alla deriva.

Cos’è il Ghosting?

Il termine “ghosting” fa immaginare qualcosa di evanescente, e in effetti descrive un’azione molto simile: la pratica di interrompere tutte le comunicazioni con qualcuno senza spiegazioni, lasciando l’altra persona a domandarsi cosa sia successo. Sui social media, questo può avvenire bloccando un utente, ignorando i suoi messaggi o eliminandolo dai propri contatti.

Perché il Ghosting è diventato così comune?

La natura dei Social Media

I social media hanno reso le connessioni più facili ma anche più superficiali. La facilità con cui possiamo connetterci (e disconnetterci) ha ridotto la percezione della necessità di fornire chiusure formali nelle relazioni digitali, contribuendo alla normalizzazione del ghosting.

Evitamento del conflitto

Molti preferiscono il ghosting come metodo per evitare confronti diretti o discussioni scomode. La paura di ferire i sentimenti di qualcuno o di dover gestire reazioni negative può portare a scegliere il silenzio piuttosto che una comunicazione aperta.

Sovraccarico di comunicazione

L’era digitale ci sommerge di stimoli comunicativi. Tra email, messaggi, notifiche e richieste di connessione, è facile sentirsi sopraffatti. Il ghosting può essere una risposta estrema a questo sovraccarico, un tentativo di “fare spazio” riducendo il numero di interazioni da gestire.

L’impatto del Ghosting

Nonostante possa sembrare una soluzione semplice per chi lo pratica, il ghosting ha un impatto significativo su chi lo subisce. Può innescare dubbi, insicurezze e domande senza risposta, influenzando negativamente l’autostima e il benessere emotivo. In un mondo ideale, la comunicazione aperta e onesta sarebbe la norma, ma nel mare digitale in cui ci troviamo, il ghosting rimane una pratica comune, lasciando spesso dietro di sé onde di confusione e dolore emotivo.

Navigare l’esperienza del Ghosting

Accettazione e comprensione

Riconoscere che il ghosting dice più sulla persona che lo pratica che non su chi lo subisce è un passo fondamentale. Capire che ognuno ha i propri limiti, paure e sfide può aiutare a depersonalizzare l’esperienza.

Ricercare il supporto

Parlare con amici, familiari o un professionista può offrire nuove prospettive e conforto. Ricordare che non si è soli in queste esperienze può alleggerire il peso emotivo del ghosting.

Riflessione e crescita

Ogni esperienza, anche quelle dolorose come il ghosting, offre l’opportunità di imparare e crescere. Riflettere su ciò che è accaduto può aiutare a sviluppare una maggiore resilienza e capacità di affrontare simili situazioni in futuro.

Comprendere il contesto digitale

La natura dei social media e delle piattaforme digitali ha profondamente alterato il modo in cui comunichiamo e manteniamo le relazioni.

La facilità di accesso e la vasta scelta di canali comunicativi hanno introdotto una nuova dinamica nelle interazioni umane, rendendo il ghosting una pratica facilmente attuabile e, sfortunatamente, sempre più comune.

Effetti della digitalizzazione sulle relazioni interpersonali

La digitalizzazione ha ridotto le barriere fisiche e temporali alla comunicazione, permettendoci di connetterci con persone da tutto il mondo in qualsiasi momento. Tuttavia, questa costante connettività ha anche diluito il significato di alcune interazioni, rendendo meno evidenti le conseguenze emotive delle nostre azioni online, come il ghosting.

L’anonimato e la distanza emotiva

I social media offrono un velo di anonimato che può incoraggiare comportamenti diversi da quelli che adotteremmo di persona. Questa distanza emotiva rende più facile ignorare i messaggi o interrompere le comunicazioni, dimenticando che dall’altra parte dello schermo ci sono persone reali con emozioni vere.

Strategie per affrontarlo

Se hai subito il ghosting, ci sono vari modi per affrontare la situazione e andare avanti:

  1. riconoscimento: Accetta che il ghosting è una riflessione sul comportamento dell’altra persona, non sul tuo valore.
  2. distacco: Cerca di distaccarti emotivamente dalla situazione, concentrandoti su attività e relazioni che ti apportano gioia e soddisfazione.
  3. espressione: Esprimi i tuoi sentimenti in un diario, attraverso l’arte o parlandone con persone di fiducia. Questo può aiutare a elaborare l’esperienza.
  4. focalizzazione sul presente: Impegnati in attività che promuovono il benessere mentale e fisico, come lo sport, la meditazione o hobby che ti appassionano.

Prevenire il Ghosting

Mentre non possiamo controllare le azioni degli altri, possiamo adottare atteggiamenti che riducono la probabilità di essere ghostati:

  1. comunicazione chiara: Essere aperti e onesti nelle proprie comunicazioni può stabilire un precedente che incoraggia l’altra persona a fare lo stesso.
  2. stabilire confini: Comprendere e rispettare i confini personali (propri e altrui) può prevenire malintesi e frustrazioni che talvolta conducono al ghosting.
  3. scegliere saggiamente: Investi tempo ed energia in persone che dimostrano reciprocità e rispetto nelle loro interazioni.

Costruire un ambiente digitale più empatico

Per affrontare il ghosting a livello collettivo, è necessario promuovere una cultura della comunicazione aperta e del rispetto reciproco online. Questo include:

  • Educazione all’empatia digitale: Sensibilizzare sull’impatto delle nostre azioni online sul benessere emotivo altrui.
  • Praticare la gentilezza: Anche un semplice messaggio per spiegare che non si è interessati o che si preferisce non continuare una conversazione può fare una grande differenza per l’altra persona.
  • Valorizzare le relazioni autentiche: Dare priorità alla qualità delle connessioni piuttosto che alla quantità può aiutare a ridurre la superficialità che talvolta caratterizza le relazioni sui social media.

Conclusione

Il ghosting è un fenomeno complesso e sfaccettato che riflette sia le sfide individuali che quelle della società digitale in cui viviamo. Affrontarlo richiede un mix di autocura, consapevolezza e un impegno collettivo verso un ambiente digitale più responsabile e empatico.

Ricorda, la tua autostima non dipende dalla conferma digitale di qualcun altro. Sei degno di rispetto e considerazione, online e offline.

Attraverso una maggiore comprensione e azione consapevole, possiamo navigare il mare dei social media in modo più sano e soddisfacente, riducendo l’incidenza e l’impatto del ghosting nelle nostre vite digitali e reali.

Come realizzare un Layout Web di successo

Progettare un layout web: consigli, strumenti e sviluppo professionale

Quando esploriamo un sito web, il layout è la prima impressione che cattura la nostra attenzione. Ma come possiamo creare il layout web ottimale? In questo articolo, oltre a fornire definizioni e consigli pratici sulla progettazione del sito, esploreremo anche i pro e i contro di utilizzare programmi come Photoshop e l’HTML nel processo di design.

Cos’è il layout di un sito? Perché è così importante?

Il layout di un sito internet rappresenta la disposizione visuale e la struttura degli elementi sulla pagina web. In altre parole, è la pianificazione grafica e organizzativa di come i contenuti, come testo, immagini e altri elementi, sono posizionati e presentati sullo schermo.

L’importanza del layout web risiede nella sua capacità di influenzare l’esperienza dell’utente durante la navigazione. Un buon layout contribuisce a rendere il sito intuitivo, accessibile e piacevole da utilizzare. Alcuni motivi chiave per cui il layout è fondamentale includono:

  1. Navigazione intuitiva: Un layout ben progettato facilita la navigazione dell’utente, consentendo di trovare facilmente le informazioni desiderate senza confusione.
  2. Focalizzazione sull’importante: Il layout web aiuta a mettere in evidenza i contenuti cruciali, come le chiamate all’azione o le informazioni principali, migliorando l’efficacia della comunicazione.
  3. Aspetto professionale: Un layout curato e professionale trasmette un’immagine positiva del sito e dell’azienda, contribuendo a instaurare fiducia tra l’utente e il contenuto.
  4. Compatibilità e responsività: Un layout ben progettato tiene conto della diversità di dispositivi e schermi, garantendo un’esperienza coerente su desktop, tablet e dispositivi mobili.
  5. Ritenzione degli utenti: Un sito con un layout attraente e facile da navigare tende a trattenere gli utenti più a lungo, riducendo il tasso di abbandono.

In sintesi, il layout web è una componente cruciale del design di un sito internet poiché influenza direttamente l’usabilità, l’aspetto visivo e la fruibilità complessiva dell’esperienza online dell’utente.

Alcune linee guida per il web design

Progettare e sviluppare un sito web in base ai propri gusti rappresenta un errore fondamentale. I gusti personali potrebbero non coincidere con le preferenze degli utenti o le tendenze di mercato.

Nel campo del web design, esistono standard indiscutibili che contribuiscono al successo di un sito, soddisfacendo le aspettative dei visitatori digitali.

Jacob Nielsen, esperto di usabilità online, afferma che quasi l’80% degli utenti si aspetta di trovare specifici elementi in determinate posizioni sui siti web. Riportiamo di seguito i principali aspetti:

  1. Posizione del logo: È consigliato posizionare il logo nell’angolo in alto a sinistra della pagina.
  2. Splash page (Pagina di Introduzione): Evita di utilizzare una splash page. Gli utenti desiderano accedere immediatamente alle informazioni, e una pagina di introduzione potrebbe allontanarli.
  3. Posizione del menu: Il menu di navigazione deve essere presente su ogni pagina, preferibilmente posizionato nella parte superiore e rimanere visibile durante lo scroll.
  4. Utilizzo della Call To Action (CTA): Indipendentemente dall’obiettivo del sito, la CTA dovrebbe essere il primo elemento evidenziato. Descrivi chiaramente il problema risolto e i benefici ottenuti, utilizzando diverse forme grafiche o testuali.
  5. Footer (Piè di Pagina): Il footer deve essere costantemente presente in tutte le pagine. Contiene informazioni cruciali per gli utenti, come dati di contatto, indirizzi e link alle pagine sulla privacy e la cookie policy.

Seguire questi principi ottimizzerà il tuo sito web per una migliore esperienza utente e rispondere alle aspettative della tua audience.

Come disegnare un layout web?

Prima dell’introduzione dei CMS (Content Management System) come ad esempio WordPress o Joomla giusto per citarne qualcuno, la creazione di un portale web comprendeva due fasi cruciali:

  1. Progettazione (Designing): L’ideazione dell’aspetto visivo e funzionale del sito web.
  2. Codifica (Coding): La scrittura manuale del codice necessario per implementare il design web.

In quel periodo, la realizzazione di interfacce di alta qualità richiedeva competenze avanzate e solo poche persone ben preparate potevano creare design web di rilievo.

Utilizzare l’HTML per la creazione del layout

L’HyperText Markup Language (tradotto letteralmente come linguaggio a marcatori per ipertesti), comunemente noto con l’acronimo HTML, rappresenta un linguaggio di markup (si raccomanda di diffidare da chi afferma che sia un linguaggio di programmazione). Questo linguaggio svolge un ruolo fondamentale nella definizione della codifica del nostro layout web. In un’epoca precedente all’avvento degli strumenti semplificati, l’intero codice veniva redatto manualmente.

Oggi, l’utilizzo diretto di HTML per sviluppare un layout potrebbe essere considerato obsoleto e dispendioso dal punto di vista economico. Si ritorna, infatti, alla necessità di codificare tutte le differenziazioni essenziali per assicurare la realizzazione di un sito responsive. A meno che non si disponga di una serie di template già pronti e ottimizzati, i tempi e i costi di sviluppo potrebbero superare notevolmente il budget disponibile.

Il discorso è diverso nel caso delle landing page (o siti one-page), dove la creazione di una pagina in HTML può offrire vantaggi, soprattutto per quanto riguarda la velocità. L’HTML è, infatti, un linguaggio leggero che richiede poche risorse per essere scaricato.

Disegnare un layout web con Photoshop

Photoshop rappresenta un eccellente programma per la manipolazione di foto e altro ancora. Non tutti sono consapevoli del fatto che può essere utilizzato anche per creare design web accattivanti e personalizzati.

Tuttavia, ciò richiede conoscenze e competenze teoriche, tecniche e pratiche avanzate. In caso contrario, per ottenere un web design di alta qualità, è consigliabile affidarsi a un professionista.

Nonostante la struttura finale possa apparire gradevole e ben realizzata, esportare direttamente la struttura in HTML – funzionalità integrata in Photoshop – non garantisce un’interfaccia ottimizzata. Il codice prodotto da Photoshop durante l’esportazione deve essere necessariamente rielaborato per ottenere un’ottimizzazione e evitare penalizzazioni da parte di Google. Era troppo bello per essere vero, vero?

Creare un layout web non è alla portata di tutti

Realizzare un sito web, sebbene considerato da molti un impegno semplice e secondario grazie a numerosi strumenti, anche gratuiti, richiede un lavoro di squadra o competenze multidisciplinari su entrambi i fronti.

Come evidenziato in questo articolo, i problemi sono sempre presenti, e non basta essere solo un creativo o uno sviluppatore. È indispensabile un approccio collaborativo per creare un modello iniziale di successo.

Come già menzionato in altri articoli, sono necessarie competenze nel campo dell’SEO e del copywriting per massimizzare il potenziale del nostro portale.

Strumenti come Photoshop e la conoscenza del codice HTML e dei relativi linguaggi – CSS e JS – rappresentano sicuramente un punto di partenza utile, ma non sufficiente per la realizzazione autonoma di un intero sito. Questo vale anche per le piattaforme gratuite.

A meno che non si dedichino diverse ore allo studio per acquisire le competenze necessarie, imparare a utilizzare autonomamente uno strumento, anche se efficace, potrebbe risultare deludente.

Rivolgersi a un team di professionisti può rappresentare il modo migliore per creare il layout web dei tuoi sogni. Pratico, bello, funzionale.

Dati obbligatori per i siti internet

Dati obbligatori nei siti internet… quali sono?

Quando si realizza un sito internet oltre a conoscere la programmazione, l’uso dei CMS e quant’altro al fine di non incorrere in sanzioni è bene sapere quali sono i dati che per legge devono apparire nel footer (il piè di pagina del sito, la parte bassa conclusiva della pagina per intenderci) .

Quali sono? Scopriamolo!

Dati obbligatori per possessori di Partita IVA

Si ha l’obbligo di mostrare agli utenti la partita IVA nella tua homepage anche se normalmente tale dato viene inserito nel footer in modo che sia visibile in tutto il portale.

L’articolo 35, comma 1 del DPR n. 633/72 dispone infatti quanto segue:

“I soggetti che intraprendono l’esercizio di un’impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell’Agenzia delle entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. L’ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita I.V.A. che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell’attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto.”

Dati obbligatori per Ditte Individuali

Chi ha una Ditta Invididuale oltre alla partita IVA è tenuto per legge a pubblicare sul proprio sito:

  • nome, cognome o denominazione,
  • indirizzo della sede legale,
  • ufficio del registro delle imprese d’iscrizione,
  • numero di repertorio economico amministrativo (REA),
  • privacy e cookie policy conformi alle linee guida espresse dal Garante della Privacy.

Dati obbligatori per Società

Per quanto riguarda le società, le informazioni obbligatorie da inserire sono molteplici. Infatti bisogna inserire:

  • ragione sociale,
  • sede legale,
  • codice fiscale della società e Partita IVA,
  • ufficio del registro delle imprese presso il quale è iscritta la società,
  • numero d’iscrizione al REA,
  • capitale sociale e quota versata,
  • se la società è una spa (società per azioni) o una srl (società e responsabilità limitata) a socio unico (società uni-personale), bisogna obbligatoriamente indicarlo,
  • nel caso di scioglimento della società, va inserito lo stato di liquidazione,
  • privacy e cookie policy conformi alle linee guida espresse dal Garante della Privacy.

L’inserimento della PEC sul sito web ad oggi non è obbligatoria, ma consigliato.

Dati obbligatori per Professionisti iscritti ad un albo

Se il portale è di un professionista iscritto ad un albo (avvocato, commercialista, medico, ingegnere, etc)  i dati che dovrai obbligatoriamente mostrare sul tuo sito saranno i seguenti:

  • cognome e nome,
  • titolo professionale,
  • indirizzo sede legale,
  • partita IVA,
  • numero di iscrizione all’Albo,
  • privacy e cookie policy conformi alle linee guida espresse dal Garante della Privacy.

Come professionista si è tenuti a rispettare codice deontologico per cui è sempre preferibile chiedere precise informazioni presso l’Ordine professionale di appartenenza, in quanto l’omissione e la mancata pubblicazione di determinati dati, in alcuni casi, può comportare anche la sospensione dell’esercizio della professione.

Dati obbligatori per Associazioni

Anche i portali internet delle associazioni, di qualunque tipo, devono necessariamente mostrare alcune informazioni obbligatorie. Le informazioni da mostrare sono:

  • nome associazione,
  • tipo di associazione – indicarla per esteso,
  • codice fiscale o partita IVA,
  • come sempre, privacy e cookie policy conformi alle linee guida espresse dal Garante della Privacy.

Dati obbligatori per e-commerce (shop online)

Ne abbiamo parlato in modo esaustivo in un nostro precedente articolo “Obblighi informativi per gli e-commerce” ma è bene ricordare che il D.Lgs. 70/2003, che regolamenta lo shop on-line, impone l’indicazione sul sito web dei seguenti dati:

  • le condizioni generali di vendita che si applicano alla vendita online,
  • i contatti del venditore,
  • (in caso di attività soggetta a licenza o autorizzazione) gli estremi dell’autorità competente,
  • privacy e cookie policy conformi alle linee guida espresse dal Garante della Privacy.

Consigliamo di inserire in modo ben visibile anche:

  • prezzi e tariffe,
  • spese di spedizione,
  • modalità di pagamento ed eventuali commissioni,
  • modalità di recesso e restituzione degli articoli.

Le informazioni sopra devono essere riportate nell’apposita sezione di Termini e condizioni di acquisto.

Blog amatoriale? Quali sono i dati da mostrare?

Per i blog amatoriali non c’è nessun obbligo di legge in quanto si sta esercitando la libertà di pensiero stabilita dall’articolo 21 della Costituzione italiana:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

Ovviamente ciò è valido se attraverso il sito non si svolge alcuna professione, non si vendono prodotti e non si raccolgono o analizzano i dati degli utenti.

VPS - Virtual Private Server

Che cos’è un VPS – Virtual Private Server

Chiunque abbia a che fare con i siti web a livello professionale sa che per poter andare online e continuare a far funzionare il portale ha bisogno di utilizzare dello spazio e delle risorse di un server.

Esistono differenti soluzioni per essere on-line, diverse tipologie di server e di servizi di hosting e oggi parleremo di VPS. Ma cosa vuol dire questa sigla?

Cos’è un VPS

VPS è l’acronimo di Virtual Private Server ed è una tipologia di hosting che prevede che un server fisico venga suddiviso virtualmente (tramite un hypervisor) in più “ambienti privati”. Ognuno di questi ambienti è quindi dedicato interamente ad un singolo utente/azienda, che può utilizzarne a pieno le risorse messe a disposizione per quell’ambiente (RAM, CPU e spazio di archiviazione).

Si tratta di un hosting adatto a chi ha esigenze particolari – tipiche di un server dedicato – ma non vuole rinunciare alla convenienza di una soluzione condivisa.

A cosa serve

Il compito di un Virtual Private Server è di ospitare tutto quello che è necessario per un progetto web ma potendo gestire il tutto come se si avesse a disposizione un server dedicato.

Si ha quindi la possibilità di configurare il tutto come meglio si crede per poter sfruttare a pieno le risorse messe a disposizione. Si ha un ambiente separato, un proprio indirizzo IP, e risorse in termini di RAM, CPU e storage.

Come funziona

In un hosting condiviso un server ospita al suo interno i file di più portali web appartenenti ad utenze differenti. Quindi le risorse del server e la larghezza di banda vengono segmentate tra tutti i portali che utilizzano quel server.

Si tratta di una delle soluzioni di hosting più economiche, ma che di contro fornisce un controllo sulle impostazioni del server molto basso e risorse di per se molto limitate.

Utilizzando invece un VPS i costi sono molto più elevati ma si ha anche un livello di performance unico. Possiamo quasi dire che un VPS è una via di mezzo tra un hosting condiviso e un vero e proprio server dedicato. In un Virtual Private Server un apposito software riesce a virtualizzare ciò che serve mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie senza perdere le qualità tipiche di un server fisico.

A chi conviene

L’utilizzo di un VPS è preferibile quando il progetto web necessita risorse e una struttura personalizzata che un hosting condiviso difficilmente riesce a dare. Si tratta di una soluzione ottimale per imprese di medie dimensioni, per siti di e-commerce, per chi deve ospitare più siti, per chi vuole gestire applicazioni che utilizzano un livello elevato di risorse (ad es. CRM, applicazioni aziendali o finanziarie), e per chi vuole configurare e controllare autonomamente un proprio server.

Vantaggi

Un VPS è una soluzione che fornisce maggiore potenza, personalizzazione e controllo rispetto ad un hosting condiviso con un costo inferiore rispetto ad un server dedicato.
In più a livello di sicurezza a differenza di un hosting condiviso dove è possibile che un errore di configurazione o un attacco malware finiscano per danneggiare anche gli altri siti presenti sul server, nel caso del VPS questo pericolo non si presenta poiché ogni VPS ha un proprio sistema operativo indipendente.

Altro elemento che non va sottovalutato e la scalabilità. Ovvero, quando ci si rende conto che è necessario avere più risorse è sempre possibile chiedere un upgrade al proprio hosting.

Svantaggi

A differenza di un hosting condiviso, dove il lavoro di amministrazione di sistema viene svolto dai tecnici del hosting, un VPS richiede delle buone competenze informatiche per essere gestito. È indicato quindi sviluppatori e amministratori di sistema che hanno esperienza nella gestione di un server.

È anche possibile trovare soluzione VPS che mettono a disposizione tecnici qualificati per la gestione ma, ovviamente, i costi risulteranno essere più alti di un VPS autogestito.

Come scegliere un Virtual Private Server

Quali sono gli aspetti da prendere in considerazione nella scelta di un VPS? Vediamo brevemente, senza entrare nei dettagli tecnici, quali sono:

Assistenza clienti

Potrà sembrare stano ma forse è il punto più importante, l’efficacia dell’assistenza clienti non va trascurata in nessun caso. Avere un hosting provider che garantisce interventi tempestivi in caso di problemi H24 – 365/365 (ovvero tutto l’anno a qualsiasi ora del giorno) è importante. Anche se solitamente un VPS è affidabile, stabile e sicuro, non significa che non ci possano essere malfunzionamenti, rallentamenti o cadute del sito.
Bisogna sempre accertarsi che il piano hosting VPS che si acquista comprenda anche un rapido ed efficace servizio di assistenza ai clienti.

Ambiente Linux o Windows

Entrambi i OS (Operating System – Sistema operativo) sono caratterizzati da facilità d’uso, velocità e stabilità. Windows, come è facile intuire, garantisce la perfetta integrazione con soluzioni Microsoft; Linux, oltre alle proprie distribuzioni, offre tante applicazioni, software e CMS gratuiti (WordPress, Prestashop, Drupal, etc).

Windows è perfetto per chi vuole utilizzare linguaggi di programmazione quali Asp, Asp.net o PHP. Linux, invece, viene utilizzato soprattutto per creare siti dinamici, con linguaggio PHP.

Gestione IT del server inclusa

Solitamente i provider offrono la gestione, più o meno avanzata, di molti aspetti di un VPS. Se si hanno abbastanza conosSe dunque hai le capacità di gestire da te il server virtuale privato, avrai la possibilità di personalizzarlo come desideri, scalando le funzioni, le risorse e installando le applicazioni più adatte al sito. Se invece vuoi essere “accompagnato” nella gestione del server, puoi scegliere di farti aiutare dall’hosting provider nel controllo dello stesso, scegliendo un pacchetto VPS preconfigurato.

Ridondanza e scalabilità

In informatica, la ridondanza è la capacità di un sistema di duplicare le funzionalità in modo da garantire continuità di servizio. Scegliere un piano hosting VPS che offra ridondanza ti permette di ridurre l’eventualità di malfunzionamenti, rallentamenti o, ipotesi peggiore, che il sito vada offline.

Come già precedentemente detto alcuni piani hosting VPS, inoltre, consentono di scalare il servizio a seconda dei bisogni. Ciò è molto utile perchè è possibile aggiungere funzionalità e applicazioni solo quando effettivamente servono.

Cloud o convenzionale

Diversi web hosting provider propongono soluzioni VPS basate sul cloud, ovvero ospitati in infrastrutture cloud invece che su server fisico. Il cloud hosting si basa su un cluster di server virtuali: ciò significa avere meno problemi, più continuità di servizio, meno rischi di downtime, non essendo il database del sito su una singola macchina ma su un cluster di server che “virtualizzano” i dati.

Prezzo

Come più volte detto un VPS rappresenta una soluzione più economica rispetto ad un server dedicato pur offrendo funzionalità simili. Vi sono diverse aziende che offrono hosting VPS, con diverse peculiarità. Consigliamo sempre di leggere tutte le caratteristiche del piano hosting VPS e di ricordare che non sempre quello più economico risulta essere la scelta migliore.

Smart Working - Sicurezza informatica

La sicurezza informatica sotto l’ombrellone

Ultimamente abbiamo scoperto, grazie e anche purtroppo alla pandemia, le comodità dello smart working. Un modo di lavorare che può venire utile anche per risolvere problemi non derogabili anche sotto l’ombrellone o in qualsiasi altro posto di villeggiatura.

Un modo certamente comodo ma che non deve far rimenticare i rischi sulla sicurezza informatica che rimangono se non addirittura aumentano. La sicurezza informatica non va mai dimenticata e piccoli accorgimenti possono aiutarci. Quali sono? Semplice, basta seguire questi semplici consigli e ovviamente “usare la testa” sempre e comunque.

I nostri consigli

Aggiornare sempre i dispositivi

Bisogna sempre tenere aggiornati i dispositivi che si usano. Aggiornamenti del sistema operativo, nuovi firmware e quant’altro vengono rilasciari per risolvere bug precedenti. Un dispositivo aggiornato sarà di certo più protetto rispetto ad uno non aggiornato.

Connettersi a una VPN

Usare una VPN per connettersi alla rete aziendale (se non sai cosa sia una VPN puoi leggere il nostro articolo VPN? Cosa significa e a che serve).
Usando una VPN, il computer si comporterà come se fosse connesso direttamente alla rete aziendale.

Fare i backup

I backup sono importantissimi, non sono un optional. Avere a disposizione un backup “fresco” consente di uscire da situazioni critiche con pochi problemi. Un backup ridondante inoltre alza il livello di sicurezza.

Non fidarsi delle reti wi-fi pubbliche

Anche se connettersi ad una di essere può essere comodo dal punto di vista della sicurezza è meglio lasciar perdere. Le reti wi-fi pubbliche sono rischiose poichè non si ha la certezza che tali reti siano adeguatamente protette.

Non usare PC pubblici per comunicazioni importanti

Utilizzare computer pubblici o quelli di un internet point per attività di lavoro è sconsigliato. Il motivo è semplice: non si conoscono i sistemi di sicurezza adottati. Supporniamo che su di un computer del genere sia installato un keylogger, tutti i nostri dati sarebbero in mano a sconosciuti. Dati che potrebbero compromettere anche l’intera sicurezza aziendale o ledere la propria privacy.

Non divulgare le proprie password

Mai dare dati sensibili in giro. In questo caso vale la regola del “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Nel caso in cui vengano rischiesti, magari tramite email, controllare sempre il mittente e il dominio dell’email ricevuta. In caso di dubbio meglio lasciar perdere.

Doppio livello di protezione

Non parliamo di creme solari o altro, ma di sistemi di autenticazione. L’autenticazione a più fattori è un metodo che può bloccare l’accesso nel caso in cui una password venga compromessa da un attacco di phishing o nel caso di tentativi di intrusione. Un metodo in più per la sicurezza che di certo non farà male.

Questi sono i nostri semplici consigli che valgono tutto l’anno e non solo nel periodo estive. Ricordiamo che la sicurezza informatica, l’aggiornamento e la manutenzione di un sito internet sono importanti e non vanno in nessun caso sottovalutati.

Server Farm - Hosting e dominio

Differenze tra Dominio e Hosting

Quando si pensa alla progettazione di un nuovo portale web ci sono due elementi fondamentali che non vanno trascurati. Questi elementi sono: registrazione di un domino e sottoscrizione di un piano hosting.

Ma quali sono le differenze tra dominio e hosting? Prima di entrare nel merito vediamo un po’ in generale cosa offre il mercato.

Alcune società specializzate nel fornire questi servizi offrono etrambi all’interno di un unico pacchetto. Se da una parte è una soluzione semplice e “poco problematica”, dall’altra può generare un po’ di confusione portando a credere che si tratti della stessa cosa.

Cos’è un dominio

Il dominio non è altro che il nome del sito internet. La registrazione di un dominio ha come scopo quello avere l’utilizzo esclusivo di quell’indirizzo. In poche parole è l’indirizzo che gli utenti devono digitare per raggiungere. Nel nostro caso il dominio è alphadev.it

Un dominio, il nome del sito internet, può essere composto da lettere e numeri e può inoltre essere registrato per un periodo che va da un minimo di dodici mesi fino ad un massimo di dieci anni.

È doveroso fare una precisazione che può aiutare ad evitare eventuali problemi. Anche se nella maggior parte dei casi un dominio viene associato ad un sito web, la sua registrazione non è in alcun modo legata alla realizzazione di un sito.
Infatti, in attesa di spiegare cos’è un hosting, si può decidere di registrare solo il dominio senza necessariamente realizzare un sito web e quindi senza avere il servizio di hosting.

Cosa succede se il dominio è già registrato?

Può capitare che il nome scelto per il dominio non sia libero per la registrazione. In questo caso, se qualcuno ha già registrato il nome che si voleva è sempre possibile, se libere, utilizzare quel nome a dominio con un estensione differente. Es. nomesito.it, nomesito.com, nomesito.org, nomesito.net ecc dove con “nomesito” indichiamo il nome che si era scelto di registrare.

Come mantenere un dominio attivo

Mantenere un dominio attivo è molto semplice, basta semplicemente pagare una quota annuale che è stata indicata in fase di registrazione del dominio. Se si smette di pagare tale quota e si lascia scadere il dominio quel nome tornerà libero per la registrazione e potrà essere acquistato da altri.

Che cos’è un hosting

Con il termine hosting si indica il servizio di noleggio di uno spazio web all’interno di un server messo a disposizione da un hosting provider.

In poche parole, l’hosting è lo spazio su cui viene costruito il sito web ed è un servizio fondamentale per consentire a tutte le pagine e a tutti i contenuti di un sito web di essere raggiungibili online.

La tipologia dello spazio hosting varia a seconda delle esigenze e al tipo di progetto che si vuole realizzare. Esistono infatti diverse tipologie di hosting che si differenziano a seconda del tipo di servizio offerto (hosting condiviso, VPS, server dedicati), del sistema operativo utilizzato (hosting linux o hosting windows) e ovviamente del prezzo.

Decidere che tipo di spazio acquistare non è sempre facile. Dopo aver valutato se prendere un hosting Linux o un hosting Windows è necessario per in considerazione altri elementi in base al tipo di progetto.
Vediamone alcuni:

  • quantità di spazio web a disposizione
  • tipologia e numero di database
  • linguaggi di programmazione supportati
  • tipologia di certificato SSL messo a disposizione
  • numero di caselle e-mail messe a disposizione
  • backup disponibile (giornaliero, settimanale, incrementale etc)

Differenze tra dominio e hosting

A questo punto la differenza fra hosting e dominio dovrebbe essere chiara: il dominio è il nome di un sito web, mentre l’hosting è lo spazio su cui archiviare tutti i file di un sito per renderlo sempre raggiungibile dagli utenti.

Per intenderci si potrebbe dire che il dominio è l’indirizzo fisico di casa mentre l’hosting è la casa vera e propria.

Come lavorano insieme hosting e dominio?

Sia il dominio che l’hosting sono necessari per realizzare un sito web e spesso vengono venduti insieme ma è possibile acquistarli in maniera indipendente.

Nel caso in cui si prende un piano hosting che include un nome a dominio, per collegare i due elementi, basta attendere l’attivazione completa del servizio.

Altrimenti se i due servizi vengono presi separatamente è necessario collegare il dominio all’hosting solo se il dominio include la gestione DNS, funzionalità che consente di far puntare i record DNS del dominio a quelli dei server dove è hostato il sito web.

In conclusione

Per concludere, dopo aver spiegato senza entrare nei dettagli tecnici quali sono le differenze tra dominio e hosting si consiglia di non avere fretta nel prendere un dominio attratti, magari, da un prezzo che può risultare molto vantaggioso.

Tutto deve essere scelto in base alle caratteristiche del progetto che si vuole realizzare. In caso di dubbi è sempre bene farsi consigliare da un professionista del settore. La giusta scelta del dominio e dell’hosting è alla base di una strategia di successo sul web.

Fotografie in orizzontale con lo smartphone

Fotografie in orizzontale o fotografie in verticale?

Oggigiorno, grazie alla tecnologia fotografica presente ovunque, siamo letteralmente sommersi da fotografie di ogni tipo e risoluzione. Ma siamo sicuri che le foto che vengono così realizzate siano riutilizzabili anche per scopi di marketing?

Prima di proseguire premettiamo che in questo articolo non parleremo dei soggetti fotografati, nè di come realizzare fotografie accattivanti e nè tanto meno parleremo di tecniche fotografiche. Diremo soltanto il perchè è utile realizzare fotografie in orizzontale per scopi di marketing e non solo.

Iniziamo quindi a spiegare il perchè le fotografie devono essere realizzate in orizzontale e con un rapporto d’aspetto pari a 4:3.

Fotografie orizzontale con un rapporto di 4:3

Scattare fotografie in orizzontale con un rapporto di 4:3 è la base per la qualità e il riutilizzo delle stesse.
Grazie agli smartphone molti utilizatori realizzano scatti fotografici in verticale inconsapevoli del danno per la qualità fotografica che creano.

Le fotografie in orizzontale possono essere utilizzate, senza la necessità di essere “tagliate” per adattarle ad esempio per condividerle sui social, per le immagini ad esempio di copertina di Facebook, LinkedIn, gli eventi di Facebook o Google My Business, Twitter e molto altro.

Rapporto d’aspetto ed orientamento orizzontale

Prima di proseguire specifichiamo cosa si intende con il termine “rapporto di aspetto” di una fotografia.
Il rapporto di aspetto di una fotografia è il rapporto matematico che c’è tra le proporzioni di un lato ed un altro della fotografia stessa.

Per capirci: se il lato lungo della fotografia è pari 4000 pixel e quello corto è di 3000 pixel il rapporto d’aspetto è di 4:3.

La maggior parte degli smartphone attuali e le macchine fotografiche permettono di impostare il rapporto d’aspetto delle fotografie scattate tramite la propria configurazione.

Va detto che, molto probabilmente, il rapporto d’aspetto preimpostato sarà a 4:3 in quanto è usato in modo predefinito in fotografia.

C’è differenza tra scattare una foto in orizzontale ed una in verticale?

La risposta è si, c’è una notevole diversità e non solo per il formato dell’immagine.

La scelta dell’orietamento, se in verticale o in orizzontale, gioca un ruolo fondamentale nel modo in cui si presenta il ​​soggetto. Presentazione che può far variare quelle emozioni che si spera di suscitare in chi vede la foto.

Le fotografie in orizzontale sono da preferire alle foto in verticale in questi casi:

  • quando il soggetto è orizzontale – se il soggetto è più largo di quanto sia alto, un’immagine orizzontale valorizza la composizione
  • se il soggetto è in movimento da un lato all’altro della foto, l’immagine in orizzontale amplifica il senso di movimento del soggetto principale più di quanto sia possibile con una foto in verticale
  • dare un senso di spazio – le immagini orizzontali possono essere utilizzate per suggerire un senso di grandezza nei paesaggi
  • accentuare le emozioni – ad esempio se un soggetto piccolo viene posizionato in un campo ampio, può suggerire un senso si solitudine

Da non sottovalutare, per le foto in orizzontale, i vantaggi pratici, alcuni dei quali già detti, che ai molti passano inosservati.

  • quasi tutti i dispositivi odierni informatici sono creati per mostrare al meglio il formato orizzontale. Una immagine verticale si vedrà al centro di bande laterali ed avrà una risoluzione nettamente più bassa
  • le fotografie orizzontali sono più ampie e creano, ma dipende molto dalla foto, una percezione panoramica per chi le guarda

Da quanto detto risulta evidente che scattare le fotografie in orizzontale risulta obbligatorio se devono essere pubblicate su siti internet o social network (facebook, instagram, etc).

Ma anche le fotografie in verticale presentano dei vantaggi in alcune situazioni:

  • se il soggetto da fotografare è verticale
  • se il soggetto è più alto che largo
  • se il soggetto si sposta verso l’alto o verso il basso. In tale situazione il formato verticale con la regola dei terzi amplifica il senso di movimento nell’immagine
  • quando nella foto si vuole dare un senso di profondità, soprattutto se parliamo di strade e/o binari

È bene ricordare che se le foto devono essere usate per presentazioni professionali o essere usate in siti internet o social network è bene usare immagini orizzontali.

In conclusione

Quando si scatta una foto la nostra mente mostra l’immagine artistica, la composizione, gli elementi da inquadrare… Una persona creativa dovrebbe sperimentare tutti e due i formati e infrangere tutte le regole della fotografia per un’immagine “fuori dal comune”.
Ma se l’uso delle foto deve essere su dispositivi informatici l’uso del formato orizzontale è vivamente consigliato.

Manutenzione di un sito internet - attrezzi giocattolo

Importanza della manutenzione di un sito internet

Erroneamente si crede che basti realizzare un sito internet dal “bell’aspetto” per avere successo sul web. La realtà delle cose è diversa.

L’importanza e il successo di un sito web si notano soprattutto nella capacità di rimanere costantemente aggiornati e di proporre contenuti nuovi e stimolanti sia per gli utenti unici che si approcciano ad esso per la prima volta, sia per gli utenti abituali, che vogliono comunque essere catturati da qualcosa di nuovo.

La manutenzione di un sito web è una delle carte vincenti per far risultare il sito sempre in cima alle classifiche di ricerca e per consentire di implementare molto velocemente il flusso quotidiano di accessi unici. Fare manutenzione permette, inoltre, di rimanere aggiornati sulle varie novità in fatto di CMS, nonché di essere tra i primi ad intercettare e riproporre le novità del settore per quanto riguarda layout, editing, animazioni e sistema di linkbuilding, che sono gli accorgimenti che rendono il vostro sito diverso da tutti gli altri, e quindi più appetibile per gli utenti del web.

Fare manutenzione al sito web è fondamentale!

Dopo tutta la fatica, il tempo e le risorse investite nella realizzazione di un portale, dopo essersi creati una reputazione su internet, dopo essere riusciti a indicizzare il proprio sito nel migliore dei modi sarebbe veramente spiacevole se durante la ricerca su Google questo venisse segnalato come “sito compromesso”. Un messaggio del genere allontana gli utenti, anche in modo definitivo, dal sito.

Per evitare che questo accada è sempre buona cosa fare una adeguata manutenzione al sito.

Chi deve fare la manutenzione al portale

Molti credono che la manutenzione del proprio sito internet sia responsabilità del provider. È una ideaa totalmente errata che genera confusione provocando anche errori di valutazione dei rischi non indifferenti.

I provider quotidianamente subiscono le conseguenze delle vulnerabilità di sicurezza che si trovano nei CMS. Un portale “bucato” vuol dire per un provider avere, se non ha attuato tutta una serie di strategie difensive, diversi grattacapi. Problemi molto più importanti, anche a livello economico, che non immaginiamo. Non è compito del provider mantenere aggiornato il CMS o gestire il portale.

Non smetteremo mai di ribadire che un aspetto importante per la sicurezza è abituarsi a fare manutenzione al portale.

Avere dei seri professionisti che se ne occupano o uno strumento che rileva i problemi dando la possibilità di poter intervenire tempestivamente abbassa di gran lunga (se non addirittura annulla), la possibilità di essere classificati come sito compromesso. Avendo la certezza, nel frattempo, che il nostro portale continui a funzionare correttamente.

Alcuni vantaggi che si possono avere se dispone di questo strumento sono:

  • ridurre l’abuso di risorse sui server condivisi facendo risparmiare tempo e, soprattutto, denaro oltre a contribuire a mantenere più pulito internet;
  • sapere in modo mirato dove intervenire per risolvere il problema con pochi sforzi e senza alcuna interruzione;
  • rimuovere in modo agevole i malware;
  • aumentare la sicurezza del sito e la protezione dei dati.

Secondo uno studio almeno il 5% dei siti internet presenti oggi in rete è compromesso. I maleintenzionati in genere vogliono approfittare delle risorse del server per attività di SPAM, attacchi DDoS, ecc. Attenzione, senza una adeguata manutenzione il sito viene esposto anche a rischi molto più gravi: perdita di dati, furto di dati o peggio ancora. Ogni violazione della sicurezza costa almeno una o più ore di lavoro per risolvere il problema. La violazione della sicurezza costa cara.

Un portale su due è vulnerabile

Secondo W3Techs una alta percentuale di portali è realizzata usando CMS come WordPress, Joomla o Drupal. L’80% circa di questi portali ha una versione non aggiornata del CMS. Ciò vuol dire lasciare ampia libertà di azione ai maleintenzionati i quali, sfruttando le vulnerabilità di sicurezza di CMS non aggiornati, possono eseguire le loro azioni in modo molto agevole.

Secondo una ricerca condotta da StopBadware e Commtouch, il 28% delle persone a cui il sito web è stato compromesso prende in considerazione l’idea di cambiare fornitore, dando la colpa a quest’ultimo se il portale viene compromesso.

Molto spesso chi ha subito una violazione al proprio sito non è in grado di risolvere il problema o non considera l’importanza di avere un ciclo di manutenzione adeguato.

L’importanza di aggiornare il tuo CMS

Più volte abbiamo nominato il CMS, ma cos’è? Quest’acronimo sta per Content Management System, ovvero sistema di gestione dei contenuti, ed è praticamente una sorta di contenitore all’interno del quale il vostro sito web si potrà sviluppare. Questo è uno strumento software, vale a dire un programma, che ha bisogno di essere installato su un server web per poter funzionare.

Un CMS facilita la gestione dei contenuti sul web, traducendoli nel linguaggio di programmazione adatto al contesto nel quale si vuole inserire il vostro sito web, e permettendo così al web master di lavorare serenamente con la sua e la vostra creatività senza per forza dover essere un ingegnere informatico esperto di linguaggi e codici di programmazione.

Questi CMS potrebbero sembrare importanti soltanto in una prima fare, ovvero quella di programmazione del sito, perché appunto facilitano la traduzione dei contenuti in stringhe di codici spendibili sul web dal punto di vista della trasmissione dati, invece bisogna tenere presente che mantenere aggiornati costantemente i CMS è vitale per la sopravvivenza del vostro sito.
Essi, infatti, sono responsabili anche della vita dei plugin, dei piccoli programmi non autonomi che ampliano in alcune direzioni le potenzialità del programma principale che li contiene.

Questi significa che se i plugin non sono stati aggiornati perché il CMS che li contiene non è stato aggiornato a propria volta, presto smetteranno di funzionare, e molti contenuti del vostro sito potrebbero non essere più visibili o risultarne danneggiati. Infine, l’aggiornamento dei CMS aumenta notevolmente i livelli di sicurezza, e rende molto difficili le intrusioni da parte di virus o di hacker.

I problemi legali della mancata manutenzione

Dal 25 Maggio 2018 è entrato in vigore il nuovo GDPR, che oltre a regolare le responsabilità del Provider Internet, identifica in maniera inequivocabile anche le responsabilità del proprietario del sito.

Cosa prevede la GDPR:

  • monitoraggio costante delle vulnerabilità del sito e immediata risoluzione sono previsti nel GDPR (GDPR – art. 32, comma 1, par. d);
  • aggiornamento giornaliero dei sistemi operativi, per garantire un’adeguata sicurezza dei dati personali, compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate (GDPR – art. 5, comma 1, par. f).

Questo approccio, molto più severo, al trattamento dei dati personali si estende a tutti i siti che operano sul territorio dell’Unione Europea o che interagiscono con i cittadini dell’Unione Europea. I rischi di incorrere in sanzioni sono elevati, Infatti chi non rispetta la normativa rischia sanzioni fino a venti milioni di euro o al 4% del fatturato annuale dell’azienda.

È preferibile fare un piccolo investimento economico sulla adeguata manutenzione del portale piuttosto di dover pagare multe salate.

I costi per la manutenzione di un portale

I costi di manutenzione e gestione di un sito web sono per lo più determinati dalle esigenze del cliente e dal tempo lavorativo effettivamente impiegato per realizzare le richieste che vengono fatte.

Bisogna considerare che per effettuare la manutenzione di un sito web in direzione di una maggiore protezione bisogna sostenere delle spese tecniche, realizzative ma anche strategiche, nonché dei costi di lancio del contenuto sul web.

Anche saper inserire i dati all’interno di un portale in modo adeguato è importante. Un corretto inserimento delle informazioni nel portale è un passo in più verso la via del successo.