Errore 500 - Internal Server Error 500

Internal Server Error – Errore 500

Gli errori HTTP 500, comunemente noti come “Internal Server Error” (Errore interno del server), rappresentano un segnale di difficoltà sul lato del server web. Questi inconvenienti possono originare da diverse cause, richiedendo un intervento tecnico mirato per la risoluzione.

Cosa compare nel browser per indicare l’errore

I messaggi di errore 500 possono presentarsi come segue:

  • “500 Internal Server Error”
  • “Error 500 Internal Server Error”
  • “HTTP Error 500”
  • “Il server ha riscontrato un errore interno e non ha potuto completare la richiesta.”.

Da cosa può essere dato l’Errore 500?

Vediamo insieme alcuni dei motivi più comuni associati agli errori 500:

Problemi nel codice dello script

Un errore nella scrittura del codice del tuo sito, come errori di sintassi o problemi logici, può provocare un errore 500. Assicurarsi che il codice sia corretto e privo di bug è cruciale per evitare tali inconvenienti.

Problemi di permessi

File o directory potrebbero non avere i permessi adeguati per essere letti o eseguiti dal server. Una verifica e correzione dei permessi di file e cartelle è essenziale per prevenire questo genere di errori.

Problemi di configurazione del server

Configurazioni scorrette nel file di configurazione del server (come httpd.conf per Apache) possono portare a errori 500. Garantire la correttezza della configurazione del server è fondamentale.

Elevato carico del server

Un’elevata quantità di richieste o un carico del server eccessivo possono scatenare errori 500. Monitorare le risorse del server e ottimizzare la configurazione sono passi essenziali per gestire efficacemente il carico.

L’alto utilizzo del server si verifica quando la quantità di risorse del server, come la CPU, la memoria RAM o la larghezza di banda, è intensamente sfruttata. Questo può accadere per diverse ragioni e può influire sulle prestazioni complessive del sito web o dell’applicazione.

Ecco alcune situazioni comuni in cui si verifica un elevato utilizzo del server:

  1. Picchi di traffico: Un improvviso aumento del numero di visitatori o richieste al server può sovraccaricare le risorse disponibili, causando un aumento dell’utilizzo del server.
  2. Attacchi DDoS: Gli attacchi distribuiti del servizio (DDoS) mirano a sovraccaricare il server con un gran numero di richieste, rendendolo temporaneamente inaccessibile.
  3. Script o processi inefficienti: Codice inefficace o processi che richiedono troppe risorse possono causare un aumento dell’utilizzo del server. Questo può includere script lenti, loop infiniti o query di database non ottimizzate.
  4. Scarso caching: La mancanza di una corretta implementazione del caching può portare a molte richieste al server per le stesse risorse, aumentando così l’utilizzo delle risorse.
  5. Problemi di configurazione: Configurazioni errate del server o delle applicazioni possono portare a un uso inefficiente delle risorse, contribuendo a un elevato carico del server.
  6. Aggiornamenti o attività di manutenzione: Durante gli aggiornamenti del sito web, l’installazione di nuove funzionalità o le attività di manutenzione possono temporaneamente aumentare l’utilizzo del server.
  7. Attività programmate intensiva: Task pianificati, come backup o processi di elaborazione intensivi, possono influire sull’utilizzo del server durante la loro esecuzione.

Problemi con plugin o estensioni

Se si utilizza un sistema di gestione dei contenuti (CMS) o un’applicazione web con plugin o estensioni, uno di essi potrebbe causare conflitti o funzionare in modo non corretto. È consigliato verificare sempre la fonte da dove è stato prelevato il plugin o l’estensione.

Come è possibile risolvere un Errore 500

La risoluzione di un Errore 500 (“Internal Server Error”) può variare a seconda della causa specifica dell’errore. Di seguito sono riportati alcuni passaggi generali che puoi seguire per cercare di risolvere un Errore 500:

Controlla i log del server

Esamina i log del server per identificare dettagli specifici sull’errore. I log spesso forniscono informazioni utili sulla causa dell’Errore 500.

Esamina il codice

Se stai sviluppando un’applicazione web, verifica il codice per errori di sintassi, logica o runtime. Utilizza strumenti di debug per individuare e risolvere problemi nel codice.

Controlla i permessi dei file

Assicurati che i file e le directory abbiano i permessi corretti per essere letti ed eseguiti dal server. Imposta i permessi appropriati per evitare problemi di autorizzazione.

Ripristina da un backup

Se l’Errore 500 è comparso dopo una modifica significativa al sito o all’applicazione, considera di ripristinare da un backup precedente.

Verifica la configurazione del server

Controlla il file di configurazione del server (ad esempio, httpd.conf per Apache) per eventuali errori o configurazioni non corrette.

Monitora le risorse del server

Controlla l’utilizzo delle risorse del server (CPU, RAM, larghezza di banda) per identificare eventuali sovraccarichi. Ottimizza la configurazione per gestire il carico.

Disabilita plugin o estensioni

Se stai utilizzando un sistema di gestione dei contenuti (CMS) o un’applicazione web con plugin o estensioni, disabilita uno alla volta per identificare se uno di essi è la causa dell’errore.

Contatta il supporto tecnico

Se stai utilizzando un servizio di hosting, contatta il supporto tecnico per assistenza. Possono fornire informazioni specifiche sul server e sulla configurazione.

Verifica la versione di PHP

Verifica che la versione di PHP sia compatibile con l’applicazione. Alcune applicazioni richiedono versioni specifiche di PHP.

Ricarica la pagina

A volte, l’Errore 500 può essere temporaneo. Prova a ricaricare la pagina per vedere se l’errore persiste.

Risolvere gli errori 500 (Internal Server Error) può essere un processo complesso e dipende dalla situazione specifica. Nel caso in cui non ci si senta sicuri di affrontare il problema autonomamente, consultare un professionista dello sviluppo web o il supporto tecnico del provider di hosting può essere la scelta migliore.

Come realizzare un Layout Web di successo

Progettare un layout web: consigli, strumenti e sviluppo professionale

Quando esploriamo un sito web, il layout è la prima impressione che cattura la nostra attenzione. Ma come possiamo creare il layout web ottimale? In questo articolo, oltre a fornire definizioni e consigli pratici sulla progettazione del sito, esploreremo anche i pro e i contro di utilizzare programmi come Photoshop e l’HTML nel processo di design.

Cos’è il layout di un sito? Perché è così importante?

Il layout di un sito internet rappresenta la disposizione visuale e la struttura degli elementi sulla pagina web. In altre parole, è la pianificazione grafica e organizzativa di come i contenuti, come testo, immagini e altri elementi, sono posizionati e presentati sullo schermo.

L’importanza del layout web risiede nella sua capacità di influenzare l’esperienza dell’utente durante la navigazione. Un buon layout contribuisce a rendere il sito intuitivo, accessibile e piacevole da utilizzare. Alcuni motivi chiave per cui il layout è fondamentale includono:

  1. Navigazione intuitiva: Un layout ben progettato facilita la navigazione dell’utente, consentendo di trovare facilmente le informazioni desiderate senza confusione.
  2. Focalizzazione sull’importante: Il layout web aiuta a mettere in evidenza i contenuti cruciali, come le chiamate all’azione o le informazioni principali, migliorando l’efficacia della comunicazione.
  3. Aspetto professionale: Un layout curato e professionale trasmette un’immagine positiva del sito e dell’azienda, contribuendo a instaurare fiducia tra l’utente e il contenuto.
  4. Compatibilità e responsività: Un layout ben progettato tiene conto della diversità di dispositivi e schermi, garantendo un’esperienza coerente su desktop, tablet e dispositivi mobili.
  5. Ritenzione degli utenti: Un sito con un layout attraente e facile da navigare tende a trattenere gli utenti più a lungo, riducendo il tasso di abbandono.

In sintesi, il layout web è una componente cruciale del design di un sito internet poiché influenza direttamente l’usabilità, l’aspetto visivo e la fruibilità complessiva dell’esperienza online dell’utente.

Alcune linee guida per il web design

Progettare e sviluppare un sito web in base ai propri gusti rappresenta un errore fondamentale. I gusti personali potrebbero non coincidere con le preferenze degli utenti o le tendenze di mercato.

Nel campo del web design, esistono standard indiscutibili che contribuiscono al successo di un sito, soddisfacendo le aspettative dei visitatori digitali.

Jacob Nielsen, esperto di usabilità online, afferma che quasi l’80% degli utenti si aspetta di trovare specifici elementi in determinate posizioni sui siti web. Riportiamo di seguito i principali aspetti:

  1. Posizione del logo: È consigliato posizionare il logo nell’angolo in alto a sinistra della pagina.
  2. Splash page (Pagina di Introduzione): Evita di utilizzare una splash page. Gli utenti desiderano accedere immediatamente alle informazioni, e una pagina di introduzione potrebbe allontanarli.
  3. Posizione del menu: Il menu di navigazione deve essere presente su ogni pagina, preferibilmente posizionato nella parte superiore e rimanere visibile durante lo scroll.
  4. Utilizzo della Call To Action (CTA): Indipendentemente dall’obiettivo del sito, la CTA dovrebbe essere il primo elemento evidenziato. Descrivi chiaramente il problema risolto e i benefici ottenuti, utilizzando diverse forme grafiche o testuali.
  5. Footer (Piè di Pagina): Il footer deve essere costantemente presente in tutte le pagine. Contiene informazioni cruciali per gli utenti, come dati di contatto, indirizzi e link alle pagine sulla privacy e la cookie policy.

Seguire questi principi ottimizzerà il tuo sito web per una migliore esperienza utente e rispondere alle aspettative della tua audience.

Come disegnare un layout web?

Prima dell’introduzione dei CMS (Content Management System) come ad esempio WordPress o Joomla giusto per citarne qualcuno, la creazione di un portale web comprendeva due fasi cruciali:

  1. Progettazione (Designing): L’ideazione dell’aspetto visivo e funzionale del sito web.
  2. Codifica (Coding): La scrittura manuale del codice necessario per implementare il design web.

In quel periodo, la realizzazione di interfacce di alta qualità richiedeva competenze avanzate e solo poche persone ben preparate potevano creare design web di rilievo.

Utilizzare l’HTML per la creazione del layout

L’HyperText Markup Language (tradotto letteralmente come linguaggio a marcatori per ipertesti), comunemente noto con l’acronimo HTML, rappresenta un linguaggio di markup (si raccomanda di diffidare da chi afferma che sia un linguaggio di programmazione). Questo linguaggio svolge un ruolo fondamentale nella definizione della codifica del nostro layout web. In un’epoca precedente all’avvento degli strumenti semplificati, l’intero codice veniva redatto manualmente.

Oggi, l’utilizzo diretto di HTML per sviluppare un layout potrebbe essere considerato obsoleto e dispendioso dal punto di vista economico. Si ritorna, infatti, alla necessità di codificare tutte le differenziazioni essenziali per assicurare la realizzazione di un sito responsive. A meno che non si disponga di una serie di template già pronti e ottimizzati, i tempi e i costi di sviluppo potrebbero superare notevolmente il budget disponibile.

Il discorso è diverso nel caso delle landing page (o siti one-page), dove la creazione di una pagina in HTML può offrire vantaggi, soprattutto per quanto riguarda la velocità. L’HTML è, infatti, un linguaggio leggero che richiede poche risorse per essere scaricato.

Disegnare un layout web con Photoshop

Photoshop rappresenta un eccellente programma per la manipolazione di foto e altro ancora. Non tutti sono consapevoli del fatto che può essere utilizzato anche per creare design web accattivanti e personalizzati.

Tuttavia, ciò richiede conoscenze e competenze teoriche, tecniche e pratiche avanzate. In caso contrario, per ottenere un web design di alta qualità, è consigliabile affidarsi a un professionista.

Nonostante la struttura finale possa apparire gradevole e ben realizzata, esportare direttamente la struttura in HTML – funzionalità integrata in Photoshop – non garantisce un’interfaccia ottimizzata. Il codice prodotto da Photoshop durante l’esportazione deve essere necessariamente rielaborato per ottenere un’ottimizzazione e evitare penalizzazioni da parte di Google. Era troppo bello per essere vero, vero?

Creare un layout web non è alla portata di tutti

Realizzare un sito web, sebbene considerato da molti un impegno semplice e secondario grazie a numerosi strumenti, anche gratuiti, richiede un lavoro di squadra o competenze multidisciplinari su entrambi i fronti.

Come evidenziato in questo articolo, i problemi sono sempre presenti, e non basta essere solo un creativo o uno sviluppatore. È indispensabile un approccio collaborativo per creare un modello iniziale di successo.

Come già menzionato in altri articoli, sono necessarie competenze nel campo dell’SEO e del copywriting per massimizzare il potenziale del nostro portale.

Strumenti come Photoshop e la conoscenza del codice HTML e dei relativi linguaggi – CSS e JS – rappresentano sicuramente un punto di partenza utile, ma non sufficiente per la realizzazione autonoma di un intero sito. Questo vale anche per le piattaforme gratuite.

A meno che non si dedichino diverse ore allo studio per acquisire le competenze necessarie, imparare a utilizzare autonomamente uno strumento, anche se efficace, potrebbe risultare deludente.

Rivolgersi a un team di professionisti può rappresentare il modo migliore per creare il layout web dei tuoi sogni. Pratico, bello, funzionale.

GMD Group Italia - Sito internet

L’importanza di avere un sito internet

In un epoca dove in molti pensano che basti avere i profili sui social dobbiamo, ancora una volta far presente che solo i social non bastano per avere una adeguata presenza su internet. Avere un sito internet, infatti, è importante perché ti permette di raggiungere un pubblico più vasto, migliorare la tua immagine aziendale, fornire informazioni accessibili, espandere il tuo mercato, implementare strategie di marketing e facilitare la vendita online.

Per comodità abbiamo riassunto tutto in alcuni punti salienti, vediamo quali sono:

Presenza online

Viviamo in un’era digitale in cui la maggior parte delle persone cerca informazioni, prodotti e servizi online. Avere un sito web consente alla tua attività di essere presente e visibile su Internet, raggiungendo un pubblico molto più ampio rispetto alle tradizionali forme di pubblicità.

Credibilità e professionalità

Un sito web ben progettato e aggiornato trasmette un’immagine di credibilità e professionalità per la tua attività. I potenziali clienti possono valutare la tua serietà e affidabilità attraverso il tuo sito web, e un design accattivante e funzionale può influenzare positivamente la percezione che hanno della tua azienda.

Informazioni accessibili

Un sito web ti consente di fornire informazioni dettagliate sui tuoi prodotti, servizi, orari di apertura, contatti e altre informazioni pertinenti. I visitatori possono accedere a queste informazioni in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, migliorando l’accessibilità e la convenienza per i potenziali clienti.

Espansione del mercato

Con un sito web, la tua attività non è più limitata geograficamente. Puoi raggiungere potenziali clienti in tutto il mondo e espandere il tuo mercato senza le limitazioni di uno spazio fisico. Questo apre nuove opportunità di crescita per il tuo business.

Strumenti di marketing

Un sito web offre una piattaforma per implementare diverse strategie di marketing. Puoi utilizzare il tuo sito per promuovere i tuoi prodotti o servizi, avviare campagne di pubblicità online, raccogliere feedback dai clienti e creare un database di contatti per futuri scopi di marketing.

Vendita online

Se hai un’attività di e-commerce, un sito web è fondamentale per vendere i tuoi prodotti online. Puoi creare un negozio online integrato nel tuo sito web e raggiungere clienti che preferiscono fare acquisti comodamente da casa o da dispositivi mobili.

    Archivio - DataBase - MyISAM - InnoDB

    Differenze tra MyISAM e InnoDB

    Uno dei primi passaggi nell’ottimizzazione di portali di una “certa età”, realizzati con WordPress, è andare a verificare il corretto funzionamento del DataBase.

    Infatti, molti siti utilizzano ancora il motore di archiviazione MyISAM nel loro database invece del più performante InnoDB. Ma cosa comporta utilizzare un storage engine rispetto ad un altro? Vediamo insieme in questo breve articolo.

    MyISAM e InnoDB cosa sono

    MyISAM e InnoDB sono due motori per il salvataggio di dati per MySQL (un relational database management system – RDBMS).

    MyISAM: le caratteristiche

    MyISAM è stato lo storage engine predefinito in MySQL dalla sua introduzione (versione 3.23) fino alla versione 5.5.

    MyISAM utilizza la struttura ISAM e deriva da un tipo più vecchio, oggi non più utilizzato, che si chiamava appunto ISAM.

    È estremamente veloce e richiede poche risorse sia in termini di memoria RAM che in termini di spazio su disco. Il suo limite principale rispetto ad alcuni altri SE (Storage Engine) consiste nel mancato supporto delle transazioni.

    Le tabelle di tipo MyISAM si compongono di 3 file con estensioni .frm, .MYD e .MIY. Il primo file contiene la struttura della tabella, il secondo i dati e il terzo gli indici.

    Per trasferire una tabella da una macchina ad un’altra è sufficiente spostare questi 3 file.

    InnoDB: le caratteristiche

    InnoDB è uno storage engine molto più completo rispetto ad MyISAM. Tra le caratteristiche principali vi sono le foreign key e la transazionalità, con le quali è possibile creare una base di dati relazionale e transazionale.

    Per trasferire questo tipo di tabelle da un server ad un altro non è sufficiente spostarne i file e questo rende più complicate le procedure di backup.

    Differenze tra InnoDB e MyISAM

    Vediamo in cosa si differenzia questi due motori per il salvataggio dei dati, InnoDB e MyISAM ovviamente:

    • per riparare una tabella dopo un crash del sistema, InnoDB riesegue le ultime istruzioni registrate nei log. MyISAM deve invece eseguire una scansione completa della tabella per poi ripararla, ed eventualmente ricostruire gli indici. Di conseguenza, il tempo impiegato da InnoDB per la riparazione non aumenta con il crescere dei dati contenuti nella tabella, mentre il tempo impiegato da MyISAM è proporzionale alle dimensioni della tabella.
    • InnoDB ha una sua propria gestione della cache. Le pagine di dati modificate non vengono inviate immediatamente al sistema e questo, in alcuni casi, può rendere la modifica dei dati molto più rapida con InnoDB.
    • MyISAM generalmente immagazzina i record di una tabella nell’ordine in cui sono stati creati, mentre InnoDB li immagazzina nell’ordine seguito dalla chiave primaria. Quando viene utilizzata la chiave per la lettura di una riga, l’operazione avviene più rapidamente.
    • InnoDB comprime i record molto meno rispetto a MyISAM. Questo significa che la memoria e lo spazio su disco richiesti da InnoDB sono maggiori, nonostante nella versione 5 di MySQL lo spazio su disco richiesto sia diminuito del 20%.

    Ne risulta quindi che è molto più affidabile rispetto a MyISAM.

    Stai utilizzando MyISAM o InnoDB?

    Se stai usando una versione di WordPress abbastanza nuova, è probabile che stai già adoperando il motore di archiviazione MySQL di InnoDB.

    Se il tuo sito ha un po’ di anni potresti avere tabelle MyISAM e InnoDB miste e abbinate. In questo caso potresti vedere dei miglioramenti convertendole tutte.

    Contattaci per scoprire i nostri piani di manutenzione per i siti internet. Scopri perchè è importante fare una adeguata manutenzione al proprio sito internet leggendo il nostro articolo Importanza della manutenzione di un sito internet

    Metaverso - visore

    Il Metaverso, alla scoperta di un nuovo mondo

    È da un po’ di mesi che si sente parlare di metaverso. Un qualcosa che, a detta di molti, è destinato ad avere un impatto importante sulla vita di tutti noi. Ma cosa è il metaverso? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e spiegarlo in modo semplice.

    Metaverso: un nuovo mondo… virtuale

    Semplicemente, possiamo dire che altro non è che l’internet del futuro. È, o meglio dovrebbe essere, un altro modo di vivere il web. Un nuovo mondo di esperienze digitali costruite su un numero di tecnologie uniche che assottigliano ancor di più la distanza tra il mondo virtuale e la realtà.

    Un ambiente in cui si può entrare attraverso la realtà virtuale, un insieme di elementi che possono prendere vita con la realtà aumentata. Un mondo nuovo di opportunità ma anche di rischi sconosciuti che non vanno minimamente sottovalutati.

    Come entrare nel metaverso

    Il metaverso non è ancora pienamente fruibile. È in continua fase evolutiva ma siamo già a conoscenza delle tecnologie che ci permetteranno di entrare in questa nuova era. Vediamo quali sono.

    Intelligenza artificiale – AI Artificial Intelligence

    L’intelligenza artificiale è alla base dell’implementazione del metaverso. Grazie all’AI, all’autoapprendimento e non solo, le macchine riusciranno a migliorare le abilità necessarie per il buon e corretto collegamento tra mondo fisico e digitale.

    Blockchain

    La sicurezza è uno dei punti più importanti. Per questo la rete sarà estremamente sicura grazie alla blockchain. Ovvero un insieme di tecnologie, in cui il registro è strutturato come una catena di blocchi contenenti le transazioni e il consenso è distribuito su tutti i nodi della rete.

    Tutti i nodi possono partecipare al processo di validazione delle transazioni da includere nel registro.

    Così facendo gli utenti avranno molto più controllo sulle loro transizioni e tracciabilità dei beni aumentando anche la propria privacy sulla rete.

    Realtà aumentata

    Se il virtuale si avvicina al reale abbiamo bisogno di dispositivi che consentano di vivere le esperienze come se fossero reali. Il metaverso sarà infatti un ambiente dove a contare sarà la resa esperienziale di competenza della augmented reality (realtà aumentata).

    Occhiali, visori e caschi (oggi già disponibili per entrare in questo mondo) sono solo l’inizio, nei prossimi anni vedremo grossi cambiamenti anche nel modo in cui interagiamo con mappe e negozi online.

    Cosa è possibile fare nel metaverso

    In teoria le possibilità del metaverso sono infinite. Mark Zuckerberg, CEO di Meta (ex Facebook), ha affermato che l’azienda sta già sviluppando uffici virtuali dove le persone collegate da tutto il mondo potranno riunirsi come se fossero in presenza.

    Oltre alle opportunità collegate al mondo del lavoro, pare che nel metaverso sarà possibile effettuare anche attività ricreative. Sarà infatti possibile assistere a concerti, viaggiare e, ovviamente, fare shopping in negozi veri e propri.

    Sarà, quindi, una estensione della realtà, lo strumento che ci metterà in contatto con il resto del mondo, abbattendo barriere geografiche e temporali.

    Se usato correttamente, potrebbe essere l’inizio di un’era migliore, dove le esperienze vengono costruite dalle persone per le persone, in un ambiente accessibile a tutti.

    Non è tutto oro quello che luccica: vanno comunque considerati i potenziali rischi di una vita virtuale online. Tra truffe e crimini digitali, sono in molti a credere che non sarà così facile navigare in questo nuovo mondo.

    Ulteriori livelli di sicurezza e identificazione digitale saranno sicuramente necessari, ma consentiranno di avere libertà o metteranno dei paletti anche lì?

    In definitiva, questo nuovo mondo sarà una porta su un futuro diverso. Starà a noi decidere come usarlo e contribuire affinché sia un’opportunità e non un problema.

    Certificato SSL

    Cos’è e a che serve il certificato SSL

    Se fino a qualche tempo fa creare un sito web senza disporre di alcun certificato SSL era abbastanza comune ora le cose sono nettamente cambiate. Infatti, il numero di certificati SSL è aumentato sensibilmente e oggi, per chi gestisce uno o più siti web, accedere a questa risorsa è diventato molto più semplice.

    Ma cosa sono i certificati SSL e a che servono? Come sempre, nel seguito di questo articolo, cercheremo di fare chiarezza in modo semplice senza entrare troppo nei dettagli tecnici.

    Premessa

    Prima di entrare nel vivo dell’argomento è bene fare con un piccolo excursus sui certificati SSL. In generale, un certificato digitale non è altro che un documento elettronico in grado di attestare un’associazione univoca tra una chiave privata (utilizzata generalmente come parte di un algoritmo di crittografia), e l’identità di un soggetto (che può essere una persona fisica o un’organizzazione).

    Cos’è un certificato SSL?

    SSL è l’acronimo di “Secure Sockets Layer”, un protocollo che consente la trasmissione di informazioni in modo criptato e sicuro. Con un certificato SSL, quindi, è possibile proteggere i dati degli utenti del proprio sito web impedendo a terzi di intercettare e leggere le informazioni trasferite.

    A cosa servono i certificati SSL?

    Ogni volta che si visita un sito internet è noto che tra il nostro browser e il server su cui è ospitato il sito ci sia uno scambio di dati. Diverse sono le tipologie di dati che vengono scambiati e, tra i più sensibili, abbiamo le generalità dell’utente e i dati della carta di credito (ovviamente se il sito in questione èun e-commerce).

    Se questo scambio non avviene in modo sicuro, è possibile che i dati vengano intercettati da individui non autorizzate e che poi per scopi illeciti.

    Per prevenire il rischio di reati informatici, vengono utilizzati il protocollo HTTPS e la tecnologia SSL (Secure Socket Layer). Tale certificato, emesso da un ente certificatore, consente di criptare le informazioni scambiate tra browser e server rendendole non intercettabili.

    Un dominio con un certificato SSL associato è garanzia di autorevolezza e serietà.

    SSL e ottimizzazione SEO

    Se uno sviluppatore web non utilizza i certificati SSL deve avere chiaro che ai problemi di sicurezza, si aggiungono anche quelli legati all’ottimizzazione del posizionamento sui motori di ricerca (Search Engine Optimization, o SEO). Da molto tempo, infatti, i motori di ricerca – Google in primis – hanno iniziato ad attuare politiche di posizionamento che premiano significativamente i siti che supportano HTTPS, a discapito di chi non offre un livello di sicurezza opportuno.

    Infatti, Google considera l’utilizzo di HTTPS o SSL come un fattore di ranking e da Ottobre 2018 Google Chrome, il browser di Google, ha iniziato ad evidenziare in rosso i siti non sicuri perché privi di un certificato SSL imponendo di fatto l’utilizzo di HTTPS o SSL a qualsiasi sito Web.

    È evidente che una qualsiasi azienda che voglia essere su internet in modo opportuno non può prescindere dal dotarsi di un certificato SSL.

    Come riconoscere un sito “sicuro”

    Per riconoscere un sito web sul quale è attivo e correttamente installato un certificato SSL occorre fare attenzione all’indirizzo del sito web sulla barra di navigazione del browser.

    Possiamo dire che la differenza sostanziale è questa:

    • i siti che iniziano per “http://” non sono sicuri perché non hanno un certificato SSL: trasmettono i dati in chiaro e non garantiscono una connessione sicura a chi li visita;
    • i siti che iniziano per “https://” sono sicuri perché hanno un certificato SSL che gli consente di trasmettere dati cifrati incomprensibili a terzi.

    Inoltre, i siti che usano un certificato SSL sono riconoscibili dalla presenza di un lucchetto a sinistra dell’indirizzo web.

    Certificati SSL quale scegliere

    Come già detto, i certificati SSL vengono rilasciati da enti certificatori accreditati (Certification Authority), incaricati in alcuni casi anche a valutare il sito dell’azienda che richiede il certificato SSL.

    I certificati SSL non sono tutti uguali; esistono, infatti, diversi tipi di certificato e ognuno garantisce un livello di sicurezza diverso.

    Le tipologie principali di certificati SSL sono 3: Domain Validated (DV), l’Organization Validated (OV) e l’Extended Validated (EV).

    Il certificato SSL Domain Validated (DV) è il più economico e veloce da ottenere perché non richiede una verifica approfondita. Infatti, l’ente certificatore verificherà soltanto che il richiedente sia effettivamente il proprietario del dominio.

    Il certificato SSL Organization Validated (OV) richiede un periodo di attesa più lungo perché viene rilasciato dopo un’attenta analisi della società richiedente. È il certificato migliore per Aziende e piccoli siti di e-commerce per garantire agli utenti transazioni sicure.

    Il certificato SSL Extended Validated (EV) è in grado di garantire la massima sicurezza sull’identità del sito e sull’affidabilità dell’azienda. Chi ha scelto questo tipo di certificato è facilmente riconoscibile dalla presenza di una barra verde contenente il nome dell’azienda richiedente. Per queste sue caratteristiche, il certificato SSL EV è la scelta migliore per i gradi siti di e-commerce e per le aziende High Brand Identity.

    VPS - Virtual Private Server

    Che cos’è un VPS – Virtual Private Server

    Chiunque abbia a che fare con i siti web a livello professionale sa che per poter andare online e continuare a far funzionare il portale ha bisogno di utilizzare dello spazio e delle risorse di un server.

    Esistono differenti soluzioni per essere on-line, diverse tipologie di server e di servizi di hosting e oggi parleremo di VPS. Ma cosa vuol dire questa sigla?

    Cos’è un VPS

    VPS è l’acronimo di Virtual Private Server ed è una tipologia di hosting che prevede che un server fisico venga suddiviso virtualmente (tramite un hypervisor) in più “ambienti privati”. Ognuno di questi ambienti è quindi dedicato interamente ad un singolo utente/azienda, che può utilizzarne a pieno le risorse messe a disposizione per quell’ambiente (RAM, CPU e spazio di archiviazione).

    Si tratta di un hosting adatto a chi ha esigenze particolari – tipiche di un server dedicato – ma non vuole rinunciare alla convenienza di una soluzione condivisa.

    A cosa serve

    Il compito di un Virtual Private Server è di ospitare tutto quello che è necessario per un progetto web ma potendo gestire il tutto come se si avesse a disposizione un server dedicato.

    Si ha quindi la possibilità di configurare il tutto come meglio si crede per poter sfruttare a pieno le risorse messe a disposizione. Si ha un ambiente separato, un proprio indirizzo IP, e risorse in termini di RAM, CPU e storage.

    Come funziona

    In un hosting condiviso un server ospita al suo interno i file di più portali web appartenenti ad utenze differenti. Quindi le risorse del server e la larghezza di banda vengono segmentate tra tutti i portali che utilizzano quel server.

    Si tratta di una delle soluzioni di hosting più economiche, ma che di contro fornisce un controllo sulle impostazioni del server molto basso e risorse di per se molto limitate.

    Utilizzando invece un VPS i costi sono molto più elevati ma si ha anche un livello di performance unico. Possiamo quasi dire che un VPS è una via di mezzo tra un hosting condiviso e un vero e proprio server dedicato. In un Virtual Private Server un apposito software riesce a virtualizzare ciò che serve mettendo a disposizione tutte le risorse necessarie senza perdere le qualità tipiche di un server fisico.

    A chi conviene

    L’utilizzo di un VPS è preferibile quando il progetto web necessita risorse e una struttura personalizzata che un hosting condiviso difficilmente riesce a dare. Si tratta di una soluzione ottimale per imprese di medie dimensioni, per siti di e-commerce, per chi deve ospitare più siti, per chi vuole gestire applicazioni che utilizzano un livello elevato di risorse (ad es. CRM, applicazioni aziendali o finanziarie), e per chi vuole configurare e controllare autonomamente un proprio server.

    Vantaggi

    Un VPS è una soluzione che fornisce maggiore potenza, personalizzazione e controllo rispetto ad un hosting condiviso con un costo inferiore rispetto ad un server dedicato.
    In più a livello di sicurezza a differenza di un hosting condiviso dove è possibile che un errore di configurazione o un attacco malware finiscano per danneggiare anche gli altri siti presenti sul server, nel caso del VPS questo pericolo non si presenta poiché ogni VPS ha un proprio sistema operativo indipendente.

    Altro elemento che non va sottovalutato e la scalabilità. Ovvero, quando ci si rende conto che è necessario avere più risorse è sempre possibile chiedere un upgrade al proprio hosting.

    Svantaggi

    A differenza di un hosting condiviso, dove il lavoro di amministrazione di sistema viene svolto dai tecnici del hosting, un VPS richiede delle buone competenze informatiche per essere gestito. È indicato quindi sviluppatori e amministratori di sistema che hanno esperienza nella gestione di un server.

    È anche possibile trovare soluzione VPS che mettono a disposizione tecnici qualificati per la gestione ma, ovviamente, i costi risulteranno essere più alti di un VPS autogestito.

    Come scegliere un Virtual Private Server

    Quali sono gli aspetti da prendere in considerazione nella scelta di un VPS? Vediamo brevemente, senza entrare nei dettagli tecnici, quali sono:

    Assistenza clienti

    Potrà sembrare stano ma forse è il punto più importante, l’efficacia dell’assistenza clienti non va trascurata in nessun caso. Avere un hosting provider che garantisce interventi tempestivi in caso di problemi H24 – 365/365 (ovvero tutto l’anno a qualsiasi ora del giorno) è importante. Anche se solitamente un VPS è affidabile, stabile e sicuro, non significa che non ci possano essere malfunzionamenti, rallentamenti o cadute del sito.
    Bisogna sempre accertarsi che il piano hosting VPS che si acquista comprenda anche un rapido ed efficace servizio di assistenza ai clienti.

    Ambiente Linux o Windows

    Entrambi i OS (Operating System – Sistema operativo) sono caratterizzati da facilità d’uso, velocità e stabilità. Windows, come è facile intuire, garantisce la perfetta integrazione con soluzioni Microsoft; Linux, oltre alle proprie distribuzioni, offre tante applicazioni, software e CMS gratuiti (WordPress, Prestashop, Drupal, etc).

    Windows è perfetto per chi vuole utilizzare linguaggi di programmazione quali Asp, Asp.net o PHP. Linux, invece, viene utilizzato soprattutto per creare siti dinamici, con linguaggio PHP.

    Gestione IT del server inclusa

    Solitamente i provider offrono la gestione, più o meno avanzata, di molti aspetti di un VPS. Se si hanno abbastanza conosSe dunque hai le capacità di gestire da te il server virtuale privato, avrai la possibilità di personalizzarlo come desideri, scalando le funzioni, le risorse e installando le applicazioni più adatte al sito. Se invece vuoi essere “accompagnato” nella gestione del server, puoi scegliere di farti aiutare dall’hosting provider nel controllo dello stesso, scegliendo un pacchetto VPS preconfigurato.

    Ridondanza e scalabilità

    In informatica, la ridondanza è la capacità di un sistema di duplicare le funzionalità in modo da garantire continuità di servizio. Scegliere un piano hosting VPS che offra ridondanza ti permette di ridurre l’eventualità di malfunzionamenti, rallentamenti o, ipotesi peggiore, che il sito vada offline.

    Come già precedentemente detto alcuni piani hosting VPS, inoltre, consentono di scalare il servizio a seconda dei bisogni. Ciò è molto utile perchè è possibile aggiungere funzionalità e applicazioni solo quando effettivamente servono.

    Cloud o convenzionale

    Diversi web hosting provider propongono soluzioni VPS basate sul cloud, ovvero ospitati in infrastrutture cloud invece che su server fisico. Il cloud hosting si basa su un cluster di server virtuali: ciò significa avere meno problemi, più continuità di servizio, meno rischi di downtime, non essendo il database del sito su una singola macchina ma su un cluster di server che “virtualizzano” i dati.

    Prezzo

    Come più volte detto un VPS rappresenta una soluzione più economica rispetto ad un server dedicato pur offrendo funzionalità simili. Vi sono diverse aziende che offrono hosting VPS, con diverse peculiarità. Consigliamo sempre di leggere tutte le caratteristiche del piano hosting VPS e di ricordare che non sempre quello più economico risulta essere la scelta migliore.

    Design Theme - Temi child

    Temi child, impariamo a conoscerli e a usarli

    Chi ha un sito internet sa che prima o poi dovrà mettere mano al layout grafico per adattarlo al meglio alle proprie esigenze. Applicare le modifiche direttamente al tema principale potrebbe far si che al successivo aggiornamento di quest’ultimo tutte le migliori e personalizzazioni fatte vadano perse. Allora come si può ovviare al problema?

    La risposta è molto semplice, basta usare i temi child – temi figlio – i  ereditano tutte le funzionalità e lo stile del tema principale senza il rischio che vadano persi in un successivo aggiornamento.

    In questo articolo parleremo dei child theme della piattaforma WordPress, elencando i pericoli delle modifiche direttamente ai temi, dei vantaggi che un tema child porta e di come è possibile crearli.

    I pericoli nel modificare direttamente un tema

    A meno che non abbiamo realizzato da noi l’interno tema può capitare di rendersi con che il tema acquistato non rispecchia a pieno le nostre aspettative e quindi è necessario mettervi mano per migliorarlo/adattarlo alle nostre esigenze. Modificare un tema WordPress può essere un’esperienza snervante, un semplice modifica può avere effetti a cascata la cui soluzione non è detto che sia sempre facile.

    Inoltre, eventuali modifiche apportate al tema principale andranno perse man mano che vengono rilasciati gli aggiornamenti da parte degli sviluppatori del tema. L’idea di rimanere con il tema modificato tralasciando eventuali nuovi aggiornamenti comporta il possibile aumento della vulnerabilità di sicurezza dell’intero portale.

    Ecco perchè i temi child sono la soluzione: possiamo apportare delle modifiche indipendentemente dal tema principale.

    I vantaggi dell’utilizzo dei temi child

    I vantaggi nell’uso dei child theme è facilmente intuibile da quanto scritto sopra. In primis, il loro utilizzo consente di personalizzare direttamente il sito internet senza preoccuparsi del template usato; consentono di estendere le funzionalità del sito e consentono di accedere in modo più semplice alle modifiche apportate.

    Gli svantaggi dell’utilizzo dei temi child

    Per poter realizzare un tema child con tutte le nostre personalizzazioni bisogna conosce a pieno le varie funzioni e hook del tema principale. Per fare ciò bisogna dedicare molto tempo a capire i vari meccanismi e a leggere l’eventuale documentazione del tema genitore.

    Cercare di apporre delle modifiche senza aver prima capito il funzionamento del tema parent può, anche in questo caso, generare errori a cascata.

    Creare un tema child

    Prima di iniziare a dire come creare un tema child è bene ricordare che prima di qualsiasi modifica è necessario, più che altro per una sicurezza maggiore, effettuare una copia di backup dell’intero portale. La sicurezza, come sempre, non è mai troppa.

    Di cosa abbbiamo bisogno per creare un child theme

    Per poter iniziare a creare il nostro tema figlio abbiamo semplicemente bisogno di un client FTP e di un editor di testo. Consigliamo, per la loro facilità d’uso e perchè sono gratuiti, FileZilla come client FTP e Notepad++ come editor di testo.
    Ovviamente sono necessari i dati di configurazione per il nostro client FTP, dati che sono stati di certo fornite all’atto dell’acquisto del hosting.

    Iniziamo

    Creare una directory all’interno della directory dei temi (wp-content/themes) che conterrà il tema child. Il nome della directory non deve contenere alcuno spazio ed è una pratica comune usare il nome del tema genitore aggiungendo alla fine “-child”.

    Quindi, se ad esempio, si sta creando un tema child per il tema twentythirteen, il nome della cartella sarà “twentythirteen-child”.

    All’interno di questa cartella creiamo un file denomitato style.css. Questo file è l’unico richiesto per la creazione del nostro thema child.

    All’interno di questo file dobbiamo inserire il seguente testo


    /*
    Theme Name: Twenty Thirteen Child
    Theme URI: http://example.com/
    Description: Tema Child per il tema Twenty Thirteen
    Author: Qui il vostro nome
    Author URI: http://example.com/about/
    Template: twentythirteen
    Version: 0.1.0
    */

    Ciascuna di queste righe può essere cambiata secondo le necessità del nostro tema.Solo due righe sono obbligatorie: Theme Name e Template.

    Theme Name e Template

    Theme Name è ovviamente il nome che vogliamo dare al nostro tema child; possiamo scrivere il nome che più desideriamo. Il Template, invece, è il nome della directory del tema genitore.
    Nel nostro esempio il tema genitore è TwentyThirteen quindi la voce Template è twentythirteen, che è il nome della directory dove risiede il tema TwentyThirteen.

    Il foglio di stile del tema child sovrascriverà il foglio stile del tema genitore. È probabile però che si voglia includere il foglio di stile principale in modo da sfruttarlo al meglio.

    Ci sono due metodi per fare ciò: l’uso della funzione @import nel foglio di stile del tema child o una piccola modifica al file functions.php.

    È sempre consigliato sfruttare la funzione wp_enqueue_style() nel file functions.php.

    Cos’è functions.php

    Prima di procedere indicando la modifica da fare al file functions.php è bene spiegare che cos’è questo file.

    Il file functions.php è un file di WordPress che racchiude al suo interno delle funzioni specifiche in uso dal tema che si utilizza.

    Ogni tema ha il suo file function.php e se si cambia tema si andranno ad utilizzare funzioni diverse. In genere in questo file si inseriscono funzioni personalizzate, per modificare il comportamento del tema in uso.

    I riferimenti al file function.php si possono trovare sul sito ufficiale di WordPress.

    La modifica al nostro functions.php

    Andiamo ora a creare questo file nella cartella principale del vostro tema child. Una volta creato inseriamo il seguente codice al suo interno:

    <? php
    add_action( 'wp_enqueue_scripts', 'enqueue_parent_theme_style' );
    function enqueue_parent_theme_style() {
    wp_enqueue_style( 'parent-style', get_template_directory_uri().'/style.css' );
    }

    Conclusione

    Prima di concludere questo articolo, per chi non ama mettere mano al codice, diciamo che sono disponibili numerosi plug-in di WordPress che consentono di generare temi child in automatico. Siamo sempre dell’avviso però che troppi automatismi fanno male e che bisogno consocere almeno le basi per evitare spiacevoli problemi.

    Dopo aver letto questo articolo si è capita l’importanza di un tema child WordPress e si sa come realizzarne uno senza troppa fatica. Un tema child è molto utile per fare esperienza e testare funzionalità e opzioni su di un portale oltre che a risparmiare tempo e lavoro al momento degli aggiornamenti del template.

    Grafica - Grafica vettoriale - SVG - Sito internet

    Il formato SVG, cos’è e a cosa serve

    Il termine SVG non è altro che l’acronimo di Scalable Vector Graphics – Grafica Scalabile Vettoriale in italiano – e indica una tecnologia in grado di visualizzare oggetti di grafica vettoriale basata sul linguaggio XML. Di grafica vettoriale ne abbiamo già parlato nel nostro precendete articolo “Differenze tra formato vettoriale e formato raster“. Per rinfrescare la memoria possiamo affermare che nella grafica vettoriale un’immagine è descritta mediante un insieme di figure geometriche che definiscono punti, linee, curve e poligoni ai quali possono essere attribuiti colori e anche sfumature.

    La potenzialità di un’immagine vettoriale è la possibilità di ridimensionare a piacere qualsiasi elemento grafico, mantenendone la qualità. L’immagine così può essere riprodotta su supporti di differente natura (stampa, video, plotter, schermo di cellulare ecc.), mantenendo la massima qualità che quei supporti possono fornire.

    Il formato SVG nel web

    Per la sua potenzialità – mantenere la definizione dell’immagine indifferentemente dalla dimensione stessa – e leggerezza, il formato SVG risulta essere ideale per un utilizzo web. Inoltre questo formato è perfetto per la SEO.

    Quando è sconsigliato l’uso del formato SVG

    Il file SVG è perfetto per immagini che devono essere scalate e devono mantenere sempre la stessa qualità. Si pensi al proprio logo aziendale, ai marchi dei produttori dei prodotti che vendiamo o anche alle icone dell’interfaccia grafica del nostro portale.

    Purtroppo questo formato, per sua natura, non è il massimo per fotografie o immagini complesse. Una foto, con la sua distribuzione organica di colori, sfumature e linee, è troppo complicata perché sia sensato trasformarla in vettore solo per ridurne il peso.

    Quindi per mostrare immagini, fotografie, composizioni è necessario scegliere, in base alle caratteristiche dell’immagine stessa, un formato più appropiato (jpg, png, webp) tenendo conto, ovviamente, della pesantezza del file dell’immagine.

    Come aprire un file SVG

    Come aprire un file SVG?
    È possibile aprire un file SVG con qualsiasi sistema operativo. Propio per la sua natura, essendo basato sul linguaggio XML, un file SVG può essere aperto con qualsiasi editor di testo o software di disegno. Per visualizzarlo semplicemente va benissimo anche il browser web a noi più congeniale.

    Se si desidera creare un file SVG, uno dei metodi più efficienti è utilizzare Adobe Illustrator. Ma ci sono molte altre opzioni e diversi altri programmi, anche gratuiti, a disposizione. GIMP (GNU Image Manipulation Program), ad esempio, offre la possibilità di creare e modificare un file SVG in modo semplice.

    Problemi di sicurezza per gli SVG

    I file SVG contengono codice nel linguaggio XML che è simile all’HTML. Il browser o il software di editing SVG analizza il linguaggio di markup XML per visualizzare l’output sullo schermo.

    Tuttavia, questo apre il sito web a possibili vulnerabilità. Infatti un codice malevole può essere utilizzato per ottenere l’accesso non autorizzato ai dati degli utenti, innescare attacchi di forza bruta o attacchi di scripting cross-site.

    La soluzione migliore è quella di utilizzare solo file SVG creati da fonti affidabili e di limitare il caricamento di SVG solo agli utenti fidati. Quindi, se i file SVG provengono da una fonte nota e sicura, non c’è nulla di cui preoccuparsi.

    In conclusione

    Ha senso usare le immagini SVG solo per grafiche e non per le foto. Infatti, poichè si tratta di mappe di linee e colori, la dimensione rimane ridotta solo se il contenuto è semplice in termine di quantità di linee e colori.

    Una foto, con la sua distribuzione organica di colori, sfumature e linee, è troppo complicata perché sia sensato trasformarla in vettore solo per ridurne il peso. Diverso il discorso per quello che riguarda la possibilità di ridimensionamento.

    Il nostro consiglio è di riservare l’utilizzare del formato SVG solo per loghi e icone.

    Smart Working - Sicurezza informatica

    La sicurezza informatica sotto l’ombrellone

    Ultimamente abbiamo scoperto, grazie e anche purtroppo alla pandemia, le comodità dello smart working. Un modo di lavorare che può venire utile anche per risolvere problemi non derogabili anche sotto l’ombrellone o in qualsiasi altro posto di villeggiatura.

    Un modo certamente comodo ma che non deve far rimenticare i rischi sulla sicurezza informatica che rimangono se non addirittura aumentano. La sicurezza informatica non va mai dimenticata e piccoli accorgimenti possono aiutarci. Quali sono? Semplice, basta seguire questi semplici consigli e ovviamente “usare la testa” sempre e comunque.

    I nostri consigli

    Aggiornare sempre i dispositivi

    Bisogna sempre tenere aggiornati i dispositivi che si usano. Aggiornamenti del sistema operativo, nuovi firmware e quant’altro vengono rilasciari per risolvere bug precedenti. Un dispositivo aggiornato sarà di certo più protetto rispetto ad uno non aggiornato.

    Connettersi a una VPN

    Usare una VPN per connettersi alla rete aziendale (se non sai cosa sia una VPN puoi leggere il nostro articolo VPN? Cosa significa e a che serve).
    Usando una VPN, il computer si comporterà come se fosse connesso direttamente alla rete aziendale.

    Fare i backup

    I backup sono importantissimi, non sono un optional. Avere a disposizione un backup “fresco” consente di uscire da situazioni critiche con pochi problemi. Un backup ridondante inoltre alza il livello di sicurezza.

    Non fidarsi delle reti wi-fi pubbliche

    Anche se connettersi ad una di essere può essere comodo dal punto di vista della sicurezza è meglio lasciar perdere. Le reti wi-fi pubbliche sono rischiose poichè non si ha la certezza che tali reti siano adeguatamente protette.

    Non usare PC pubblici per comunicazioni importanti

    Utilizzare computer pubblici o quelli di un internet point per attività di lavoro è sconsigliato. Il motivo è semplice: non si conoscono i sistemi di sicurezza adottati. Supporniamo che su di un computer del genere sia installato un keylogger, tutti i nostri dati sarebbero in mano a sconosciuti. Dati che potrebbero compromettere anche l’intera sicurezza aziendale o ledere la propria privacy.

    Non divulgare le proprie password

    Mai dare dati sensibili in giro. In questo caso vale la regola del “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Nel caso in cui vengano rischiesti, magari tramite email, controllare sempre il mittente e il dominio dell’email ricevuta. In caso di dubbio meglio lasciar perdere.

    Doppio livello di protezione

    Non parliamo di creme solari o altro, ma di sistemi di autenticazione. L’autenticazione a più fattori è un metodo che può bloccare l’accesso nel caso in cui una password venga compromessa da un attacco di phishing o nel caso di tentativi di intrusione. Un metodo in più per la sicurezza che di certo non farà male.

    Questi sono i nostri semplici consigli che valgono tutto l’anno e non solo nel periodo estive. Ricordiamo che la sicurezza informatica, l’aggiornamento e la manutenzione di un sito internet sono importanti e non vanno in nessun caso sottovalutati.